Truffa allo straniero, a processo
SIZIANO Gli aveva promesso i documenti e la regolarizzazione, dopo tanti anni di lavoro in nero. Per regolarizzare la pratica, secondo l'accusa, Angelo Ferro, 42 anni, imprenditore con una ditta a Siziano, si era fatto consegnare 2mila euro dal dipendente, un cittadino di origine egiziana. La promessa, però, non sarebbe stata mantenuta. Almeno secondo la procura di Pavia, che ha emesso nei confronti dell'imprenditore un decreto di citazione a giudizio. In altre parole, il 42enne dovrà presentarsi in tribunale, ad aprile del 2013, per rispondere di truffa. In base al capo di imputazione, l'uomo, insieme a un altra persona, uno straniero mai identificato, avrebbe approfittato, nel 2009, della buona fede dell'egiziano, facendogli credere di poterlo assumere secondo le modalità previste dalla legge 102 del 2009, che riguardava appunto la regolarizzazione di colf e badanti. In realtà, in base alla ricostruzione fatta dalla procura, l'imprenditore non aveva i requisiti per poter portare a termine la pratica, avendo già presentato altre cinque istanze analoghe. Il limite per i datori di lavoro era, infatti, di due domande. Secondo il pubblico ministero, quindi, l'imprenditore sarebbe stato consapevole di non avere margini per poter chiedere l'accogliemento della domanda. Nonostante questo, sempre secondo l'accusa, si sarebbe fatto consegnare 2mila euro. Soldi necessari, secondo l'indagato, per la copertura dell spese di istruzione della pratica. (m. fio.)