Medici 24 ore su 24 Sindacato contrario «Già molto presenti»
di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Il medico in ambulatorio 24 ore su 24. Lo Snami, il sindacato dei medici di famiglia più rappresentato in provincia di Pavia, alza le barricate contro il decreto del ministro della Salute Roberto Balduzzi. La convenzione, che dovrebbe dettare le regole della nuova organizzazione, ancora non c'è ma i pazienti già la danno per scontata. Sabato mattina una dottoressa che ha aperto lo studio solo per compilare alcune prescrizioni in vista del lunedì si è trovata fuori dalla porta, a Città Giardino, quattro pazienti in attesa che ha dovuto convincere a tornare a casa. «Non si capisce il senso dell'estensione del servizio 24 ore su 24 per le prestazioni non urgenti – sbotta Salvatore Santacroce segretario provinciale di Snami – . Tanto più che già adesso in provincia di Pavia, dove i due terzi dei medici sono associati, il periodo più lungo di "assenza" dall'ambulatorio è di 2 ore e mezza, al massimo 3. In genere dalle 8 alle 9 e dalle 12.30 alle 14, cioè nella pausa del pranzo. Ma se il caso non ha carattere di urgenza il paziente non può forse aspettare un'ora per essere visitato dal suo medico?» . La copertura del servizio, da decreto, prevede che i medici di famiglia si associno, creando una sorta di "casa della salute" in cui siano sempre reperibili, a turno. In provincia di Pavia su 450 medici 2 su 3 già lo sono. «Solo un terzo rimane singolo – dice Santacroce –. In genere lavora in paesi disseminati sul territorio dove svolge un lavoro capillare ma gli è difficile consorziarsi per motivi anche solo strettamente logistici». La notte, dopo le 20, l'assistenza è invece già coperta dalla continuità assistenziale, l'ex Guardia medica. «Di fatto i medici sono già disponibili 20 ore su 24 – spiega Santacroce –. Non saranno quelle due o tre ore a fare la differenza. Piuttosto non si vuole vedere la reale causa del sovraffollamento del pronto soccorso negli ospedali: non dipende dal fatto che il paziente non trova il suo medico in ambulatorio ma dal fatto che i cittadini preferiscono rivolgersi all'ospedale, facendo una sola coda, pagando magari un solo ticket e uscendo dal pronto soccorso con esami e visite che dovrebbero magari prenotare con lunghe attese. Una soluzione? Magari rinviarli dal medico di base, senza trattarli, dopo una diagnosi di non urgenza».