Muore professionista per un gioco erotico

Quando il sostituto procuratore della Repubblica di Voghera Ilaria Perinu ha visto la segnalazione, ha chiesto subito chiarimenti. I dubbi, su questa vicenda, sono troppi. Posto che sembra accertato che l'uomo fosse solo durante il gioco erotico, bisognerà capire le esatte cause del decesso. Poi il pm vuole capire se ci sono responsabilità di qualche medico. Per questo motivo ha chiesto l'autopsia sul cadavere. di Carlo E. Gariboldi wVOGHERA Una pratica di autoerotismo finisce in tragedia: un professionista sessantenne del Vogherese è morto nella giornata di lunedì al policlinico San Matteo di Pavia per le conseguenze dell'atto sessuale. Sabato attorno alle 18 una donna telefona al servizio di emergenza del 118: «Mio marito ha degli scompensi cardiaci - dice la donna - venite subito, ha già avuto un infarto anni fa». L'ambulanza si reca immediatamente all'abitazione della famiglia. L'uomo è sdraiato, i medici fanno i controlli di rito, ma riscontrano qualcosa di anomalo. L'uomo confessa di aver avuto gravi perdite di sangue. La mattina, quando era solo in casa, durante una pratica erotica si sarebbe provocato una profonda lesione all'intestino, colpa di un oggetto molto lungo. I medici capiscono la gravità della situazione e allertano la chirurgia dell'ospedale di Voghera. Caricano il professionista sull'ambulanza e lo portano in ospedale. I chirurghi, nella notte di sabato, lo sottopongono a un delicato intervento. Come era stato ipotizzato, le lesioni dell'intestino crasso sono gravissime e ormai è in corso un'infezione, colpa della perdita di materia fecale. Il paziente è in peritonite e, da lì a poco, accusa una violenta setticemia. L'intervento chirurgico, tecnicamente riesce, ma l'infezione non è più controllabile. Sottopongono il paziente a una somministrazione pesantissima di farmaci. Controllato ogni minuto, ma la mattina successiva le condizioni cliniche non cambiano, anzi, ci sono segnali di un peggioramento complessivo. I medici, dopo un breve consulto, decidono di portare il paziente a Pavia, dove viene attaccato a macchinari d'avanguardia, per non appesantire lo sforzo di cuore e polmoni. E' l'intervento della disperazione, che dura poco più di ventiquattro ore. Lunedì il fisico dell'uomo non ha retto. I medici hanno cercato di dare una spiegazione di quanto accaduto: «Una perforazione di qualunque tipo nell'intestino può provocare lesioni che, se hanno forti cariche batteriche possono avere conseguenze gravissime, fino alla morte – spiega un medico che ha seguito il caso, ma che chiede l'anonimato – In questa vicenda si verificherà la serie: infezione, peritonite, setticemia». Sembrerebbe che, al di là della violenza del gesto, il grave errore del professionista sarebbe stato quello di non chiamare tempestivamente i medici. «In questi casi il tempo è tutto – spiega il sanitario – Essendo passate ore dalla perforazione fino all'arrivo del 118, l'infezione si è sviluppata. Chi è intervenuto a casa del paziente ha capito subito che c'era qualcosa che non c'entrava nulla con il cuore. Comunque l'uomo deve aver perso molto, troppo sangue». ©RIPRODUZIONE RISERVATA