Il museo dell'11 settembre ancora bloccato dai veti
di Andrea Visconti wNEW YORK Rabbia e frustrazione a Ground Zero dove oggi si marcherà l'undicesimo anniversario della strage dell'11 settembre. Per i familiari delle vittime la commemorazione è un modo per prendere atto di una situazione politica che ha bloccato il progetto di un museo. Il grattacielo che sostituirà le torri del World Trade Center continua a crescere verso il cielo. Gli alberi nel parco nato a Ground Zero stanno diventando maturi. Le due enormi piscine di granito nero con i nomi delle vittime sono meta di centinaia di visitatori ogni anno. Il museo dell'11 settembre 2001 invece è una realtà ancora lontana. I lavori sono sospesi in attesa che si sciolga un groviglio politico che sembra non trovare soluzione. Più passa il tempo e più diventa difficile continuare la raccolta di fondi privati per far avanzare il progetto. Sostanzialmente il «9/11 Museum» è un miraggio che non sarà pronto neppure per l'anniversario del prossimo anno nè per quello dell'anno successivo. Per capire perchè il museo non avanza bisogna addentrarsi in un groviglio politico. Partiamo dalla Fondazione per l'11 Settembre che era stata creata per raccogliere fondi privati per la costruzione del museo. Servono 700 milioni di dollari, ne sono stati raccolti 450 e di questi 15 vengono personalmente dalle tasche del sindaco Bloomberg. Lui non solo è presidente della fondazione ma è anche primo cittadino di New York e dunque ha doppia voce in capitolo. La visione di Bloomberg per il museo tuttavia si scontra con quella di Andrew Cuomo, governatore dello stato di New York. Spetta alla città o allo Stato sobbarcarsi il costo per la manutenzione del museo? Quali enti avranno la sovrintendenza? Cuomo e Bloomberg non riescono a mettersi d'accordo anche perché a complicare le cose c'è il coinvolgimento di un altro governatore. Il terreno dove sorgerà il museo è in comproprietà fra lo stato di New York e quello del New Jersey. Cuomo dunque deve fare i conti anche con il governatore Chris Christie trattandosi di un luogo a giurisdizione congiunta. Mentre le sorti del museo rimangono incerte, i reperti della strage che riempiranno le sale continuano a coprirsi di polvere. Sono in due enormi magazzini, uno a Buffalo, non lontano dalle cascate del Niagara e l'altro a Santa Fe, in New Mexico. Tutto ciò significa che, in mancanza di una soluzione, il grattacielo che sostituirà le due torri gemelle, i1 Trade Center, sarà completo prima del museo. Dovrebbe essere finito entro il 2014 benchè già ora gran parte della sua silhouette sia visibile da qualsiasi punto di New York. ©RIPRODUZIONE RISERVATA