Gli "invisibili" della strada nell'obiettivo di Manidi
PAVIA Una trentina di scatti in bianco e nero per mettere a nudo "Gli invisibili", le persone senza fissa dimora, i border-line che vivono per strada, ai margini della società, i clochard che nessuno vede o che, meglio, tutti fingono di non vedere. Immagini fortemente ancorate alla realtà, catturate dai marciapiedi, nei luoghi che tutti vedono e spesso pochi guardano con attenzione. È l'ambizioso progetto di Antonio Manidi, fotografo pavese e presidente dell'Associazione Culturale Pavia Fotografia (attiva sul territorio dal 1988), che dopo un anno trascorso a raccogliere immagini di senza tetto, ha pubblicato un volume, un catalogo di ritratti «senza tempo – spiega – o più precisamente con un tempo immoto, immutabile. Come la sofferenza». "Gli Invisibili", questo è il titolo della pubblicazione, è frutto di un lavoro collettivo, svolto da Manidi con altri 12 fotografi (soci e allievi dell'Associazione pavese): Alessandro Bernardi, Andrea Casarino, Barbara Pinca, Camilla Canclini, Camillo Comacchio, Claudio Caffi, Daniele Bernardi, Elena Lombardo, Marta Storti, Stefano Gambini, Valeria Di Lucia, Valeria Negri. «Insieme – prosegue Manidi – abbiamo cercato di porre l'attenzione sui segnali di impoverimento e marginalità presenti sul nostro territorio, ma a volte l'obbiettivo fotografico si è spinto in là, catturando ritratti di invisibili che vivono in Germania, in Francia, negli Stati Uniti». Ritratti studiati ed eseguiti in bianco e nero, perché non c'è elemento cromatico che possa palesarli meglio. «Si tratta di un mondo che noi, persone comuni, pensiamo di conoscere, siamo sicure di conoscere. Ma che non conosciamo affatto». Osservando attentamente queste fotografie si è come risucchiati da quel "qualcosa" che quotidianamente ci passa sotto gli occhi e che spesso guardiamo senza vedere realmente. Quei segmenti di povera realtà che la società spesso rifiuta di considerare propri, perchè è la parte più scomoda dell'esistenza di tutti i giorni. «L'arrendevolezza dei personaggi ritratti – scrive Walter Vai nel testo di presentazione al catalogo – rammenta innegabilmente una sorta di Addio alle armi, che è poi un addio alla vita, intesa come la comune esistenza che conduciamo. La totale mancanza di speranza di questi volti, la vacuità, la remota luce dei loro occhi ci ricorda il soldato sconfitto che torna da una guerra alla quale ha dovuto prendere parte perdendo ogni cosa. Una guerra non sua, ma per la quale ha dato tutto. Una sorta di vita che relega gli uomini di ogni estrazione sociale all'abbandono di ogni aspettazione, di ogni sogno e desiderio. Accattoni, clochard, alcolizzati, drogati…un universo perduto nel quale dovremmo, talvolta, immergerci per poter considerare la diversità come qualcosa di normale, che fa parte della società stessa; alla quale il mutatis mutandis dovrebbe essere necessariamente applicato, ma non lo è mai». Il volume si può acquistare al prezzo di 25 euro scrivendo una mail a: info@paviafotografia.it oppure antoniomanidi@libero.it. Chiara Argenteri