Troppi affitti mai pagati Buco da 1 milione di euro

Ieri mattina la salma di monsignor Giovanni Volta, vescovo emerito di Pavia (nella foto) scomparso lo scorso 4 febbraio, è stata trasferita dal cimitero di San Giovannino dove era stata temporaneamente tumulata nella cappella dei sacerdoti, in Cattedrale. La salma di monsignor Volta riposa ora nella tomba dei vescovi pavesi, nell'area del Duomo vicina al transetto dell'altare di San Siro, tra gli altari della Madonna del rosario e di San Crispino. Alla cerimonia, che si è svolta in forma strettamente privata all'alba, era presente il vescovo Giovanni Giudici.Volta è stato vescovo di Pavia dal 1986 al 2003. Come presidente della commissione Giustizia e pace della Cei coordinò la redazione del documento Educare alla legalità, che anticipava la stagione di Mani pulite e accusava anche lo scarso impegno di molti cattolici. di Anna Ghezzi wPAVIA C'è chi ha una montagna di affitti non pagati per oltre ventimila euro, un debito che si trascina da oltre dieci anni ma, al controllo dell'estratto conto, ci sono migliaia di euro che escono per giocate e scommesse. Oppure c'è chi non paga da un anno perché il lavoro se n'è andato quando la crisi economica ha cominciato a mordere. In tutto i Comune deve recuperare dagli inquilini degli alloggi comunali quasi un milione di euro. Controlli a tappeto, incassati per ora 230mila euro. «Nessuno era mai andato a controllare – spiega l'assessore ai servizi sociali Sandro Assanelli –. Ma in questo periodo di risorse scarse abbiamo deciso, sin dall'anno scorso, di fare una ricognizione per provare a recuperare i soldi dovuti. Un lavoro certosino di solleciti, convocazioni, colloqui e eventualmente rateizzazioni per far rientrare gli inquilini dei debiti accumulati». Nelle casse dei servizi sociali mancavano 771mila euro per il periodo precedente al 2010, nel biennio 2011/2012 sono stati accertate morosità per 263mila euro. «Siamo riusciti a recuperare 170mila 747 euro pari a circa il 18,15% della morosità pregressa. Sull'ultimo biennio invece siamo riusciti a recuperare 60mila euro, per ora, e piano piano andiamo avanti». Quasi 250 le famiglie morose, il debito medio si aggira tra i 3 e i 4mila euro su affitti che partono da 20 euro (il canone minimo per chi ha un reddito Isee sotto i 4mila euro) a oltre 200. «Gli uffici hanno fatto un ottimo lavoro – spiega Assanelli – anche nel verificare le reali condizioni delle persone morose: se si tratta di affitti arretrati recenti, se le persone sono conosciute ai servizi sociali, è un conto. Ma in molti casi il mancato pagamento è imputabile al mancato controllo del passato». Gli arretrati riguardano anche qualche negozio di proprietà del Comune e alloggi affittati non "popolari". Con i 230mila euro recuperati finora, spiega Assanelli, «rimetteremo a posto con i Lavori pubblici una ventina di alloggi popolari danneggiati e sfitti, e una parte della cifra sarà utilizzata direttamente dai servizi sociali». Per farlo, però, occorrerà fare una variazione di bilancio . «Era doveroso fare una ricognizione – spiega la dirigente dei servizi sociali Antonella Carena – Abbiamo esaminato la situazione dei pagamenti e chiamato gli inquilini per formulare un piano di rientro articolato a seconda dei casi e dell'entità della morosità, con rate a partire da 50 euro al mese». Un occhio particolare alle morosità accumulate prima del 2010 e alle persone che vivono nell'alloggio a canone sociale senza mai essersi rivolte ai servizi sociali: «Perché – spiega Carena – se una persona ha bisogno è difficile che non si rivolga, prima o poi, a noi». E per i casi più difficili? «Per la prima volta dopo anni è stato ricreato il fondo sociale da 30mila euro a copertura delle morosità che la persona che non riesce a coprire», aggiungono dagli uffici. I sindacati inquilini incontreranno il Comune mercoledì sull'emergenza casa: «Bene che il Comune inizia a fare quello che Aler fa da anni», commenta Pierluigi Albetti, Sunia. E Tino Negri, Sicet, fa presente che sul tema della casa gli interrogativi sono ancora molti: «Siamo in attesa di sapere a che punto sia il censimento dello stato di manutenzione degli alloggi promesso l'anno scorso per verificare la rispondenza tra affitti e stato delle case». su Twitter @anna_ghezzi