Le banche e le imprese vogliono il «Mario-bis»
ROMA L'Italia ha bisogno di un nuovo governo Monti. È un plebiscito a favore dell'attuale esecutivo quello dei 137 banchieri, manager, imprenditori e professori che hanno risposto ai sondaggi del Sole 24 Ore Radiocor e dei 275 soci Assiom Forex: oltre l'80%, infatti, ritiene che sia auspicabile un governo Monti-bis. Idee chiare, anche se non così polarizzate, anche sugli effetti sull'economia delle imminenti elezioni americane: oltre metà degli intervistati ritiene che sia meglio la rielezione di Barack Obama, mentre circa il 20% pensa che sia indifferente che alla Casa Bianca vada il candidato democratico o quello conservatore. Solo il 20% pensa che l'elezione di Mitt Romney possa far bene all'economia. Sempre per quanto riguarda gli Stati Uniti, le risposte più numerose alla domanda sul rischio recessione sono ottimiste sulla possibilità di riportare sotto controllo il debito pubblico, anche se la maggioranza non è schiacciante. E l'Eurozona? Circa metà degli intervistati pensa che tra un anno sarà «più unita» di adesso. Al sondaggio hanno risposto personaggi di primo piano: da Romano Prodi all'amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni, da Marco Tronchetti Provera all'amministratore delegato di Enel Fulvio Conti, da Guido Rossi al presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. Ma anche l'amministratore delegato di UniCredit Federico Ghizzoni, Carlo De Benedetti, Rodolfo De Benedetti, il presidente delle Generali Gabriele Galateri, il presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi, il banchiere Gerardo Braggiotti, Francesco Gaetano Caltagirone, Franco Bernabè, Chiara Di Cristofaro Dalla politica, dunque, ci si aspetta continuità, con la conferma del governo guidato da Monti in Italia e con la rielezione di Obama negli Usa. In un momento in cui l'economia sembra non avere sicurezze. «Rispetto a sei mesi fa la situazione è molto peggiorata», afferma il presidente di Telecom Italia, Franco Bernabè. «Prima - spiega - la crisi era un fenomeno sostanzialmente europeo. Oggi è internazionale e colpisce anche i Paesi emergenti, soprattutto Cina e America Latina, che fino a poco tempo fa sono stati i motori della crescita economica». Con le elezioni politiche «non ci sarà grande alternativa al 'montismò», ovvero anche il prossimo governo dovrà proseguire sulla strada delle riforme intraprese. Lo ha detto l'economista Nouriel Roubini. «Non significa che dovrà necessariamente essere Monti il premier ma l'Italia per sopravvivere dovrà portare avanti le riforme e ricorrere all'aiuto della Bce e della Germania per tornare a crescere» ha aggiunto.