Fornero: ora sostegno all'economia reale
ROMA L'incontro tra il governo e le imprese è avvenuto in un «clima collaborativo. Abbiamo lavorato insieme con determinazione»: all'indomani del tavolo a Palazzo Chigi sul rilancio della competitività e della produttività per la crescita e l'occupazione, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, da Bruxelles, apprezza il primo passaggio con le parti sociali. E in vista dell'appuntamento, la prossima settimana (martedì 11) con le organizzazioni sindacali, sempre a Palazzo Chigi, mostra fiducia: «Penso avremo la stessa determinazione e collaborazione», afferma. Intanto difende la riforma del lavoro che, anche se «non ottimale», ha come obiettivo «la riduzione della disoccupazione», e aggiunge che ora bisognerà dare più attenzione alle «politiche di sostegno dell'economia reale» piuttosto che al rigore. I sindacati però affilano le armi. Rispetto alla situazione generale del Paese, il leader Susanna Camusso sostiene che ormai «siamo arrivati alla carne viva» e invita il premier Monti a seguire l'esempio del presidente americano Obama sull'operazione di salvataggio Chrysler e della cancelliera tedesca Merkel sulla concertazione. E propone: «I soldi della Cassa depositi e prestiti siano usati per salvare le aziende private. E i posti di lavoro». La Cgil ribadisce che la riforma Fornero andrà cambiata perché allarga l'area dei "non tutelati" e perché è un labirinto da cui è difficile uscire. E certo non è piaciuta neanche nel Pd la frase della Fornero sulla Alcoa, secondo cui il governo «non può garantire i posti di lavoro, ma assistere gli operai a trovarne dei nuovi». Il responsabile economia del Pd, Stefano Fassina, si è scusato con un operaio per le parole del ministro. Critica è, intanto, anche la posizione del leader della Uil, Luigi Angeletti, che a Mario Monti risponde: «Dire che la sorte del Paese è nelle nostre mani, è come dire che il Governo è inutile». Raffaele Bonanni (Cisl) chiede di «finirla con lo scaricabarile». «Il governo - sostiene - deve sostenerci in una battaglia semplice ed essenziale che è quella di ridurre le tasse sul lavoro e sugli investimenti». Dello stesso avviso Angeletti, secondo cui «l'eccessiva tassazione sul lavoro disincentiva le assunzioni». In un quadro che è ancora molto negativo: «La ripresa economica non credo sia vicina, penso avremo mesi peggiori di quelli passati», avverte il segretario Uil.