A luglio le dimissioni a sorpresa di Di Mauro
VIGEVANO Il vescovo, monsignor Vincenzo Di Mauro, 60 anni, il 21 luglio ha lasciato all'improvviso la Diocesi di Vigevano. In una riunione convocata all'ultimo momento, Di Mauro aveva comunicato ai suoi collaboratori che papa Benedetto XVI aveva accettato «le sue dimissioni dal governo pastorale della diocesi di Vigevano per motivi di salute». In Curia, tutti sapevano che Di Mauro soffriva di diabete, ma nessuno era informato della richiesta di dimissioni formalizzata in Vaticano. Poco più di un anno fa era stato festeggiato il suo ingresso in Diocesi. Di Mauro, nel saluto di congedo ai fedeli, aveva scritto di essersi sottoposto a un controllo in ospedale nell'ottobre 2011: «Ne è emersa una situazione piuttosto preoccupante. Mi sono impegnato in controlli, esami e terapie di ogni genere. Son ricorso ad ospedali e a cliniche varie ben 84 volte tra ottobre ed oggi! E voglio ringraziare chi mi ha curato negli orari più disparati affinché la vita della Diocesi non subisse decurtazioni». Già il 21 luglio, iniziò a circolare la voce che il papa avrebbe nominato il cardinal Dionigi Tettamanzi amministratore apostolico, in attesa dell'arrivo di un nuovo vescovo, per dare un segnale forte a una Diocesi disorientata per le inaspettate dimissioni del vescovo Di Mauro. E così è stato. Il 24 luglio, Tettamanzi, 78 anni, arcivescovo emerito di Milano, è stato nominato da papa Benedetto XVI amministratore apostolico a Vigevano. Ieri mattina, monsignor Gianfranco Zanotti, ex vicario generale e ora delegato di Tettamanzi all'amministrazione ordinaria della Curia, salutando il cardinale davanti ai sacerdoti lomellini, gli ha detto, come battuta sulla guida della Diocesi: «Un vescovo l'abbiamo già avuto, un arcivescovo anche, oggi abbiamo un cardinale: ci manca solo un papa». (d.a.)