Pollo scaduto, sequestro e tre denunce

di Maria Fiore wPAVIA Etichette «bugiarde», con date di scadenza irregolari, sulle confezioni della carne di pollo. Che sarebbe stata messa in vendita anche se scaduta. E' l'accusa con cui i Nas di Cremona hanno sequestrato, nei giorni scorsi, 41 chili di carne avicola dagli scaffali dell'Esselunga di viale Cesare Battisti. Accusa tutta da provare: le analisi dell'Asl di Pavia avrebbero escluso rischi per la salute dei consumatori e accertato che la carne messa in vendita fosse comunque commestibile. Tre dipendenti del settore macelleria - A. G. di 54 anni, E. P., di 31 anni e F. S. di 25 anni - sono stati però denunciati per frode continuata nell'esercizio del commercio. Un'ipotesi di reato che prevede fino a due anni di reclusione. Nei confronti degli stessi addetti del reparto, l'azienda Esselunga, che ridimensiona la vicenda e parla di «un errore sulle etichette», ha avviato un procedimento disciplinare. Le indagini, per valutare le responsabilità, sono ancora in corso. E per questo dell'inchiesta, che va inserita in un contesto più ampio di controlli che stanno coinvolgendo i supermercati della provincia, sono trapelati pochi dettagli. Si sa, però, che i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni sono intervenuti nel supermercato alla fine di agosto. I controlli, in base a quanto è emerso, avrebbero riguardato soprattutto i prodotti più delicati e deperibili, a cominciare da quelli contenuti negli scaffali della macelleria. Qui sarebbero state trovate irregolarità sulle etichette di scadenza, quelle che attestano la bontà del prodotto e indicano i tempi in cui può essere consumato. In altre parole, secondo l'accusa, alcuni adesivi sarebbero stati sostituiti per "allungare" la data di scadenza. Una versione smentita da Esselunga, che conferma il sequestro, ma tranquillizza i consumatori e precisa: «Dalle verifiche effettuate, i prodotti oggetto del sequestro non erano scaduti ed erano idonei alla vendita, come da risultati delle analisi ufficiali effettuate dall'Asl di Pavia. I fatti contestati – precisa l'azienda – riguardano una non corretta applicazione delle procedure aziendali sul confezionamento delle carni avicole da parte di alcuni dipendenti. Per questo i dipendenti sono stati oggetto di appositi provvedimenti disciplinari». In altre parole, secondo l'azienda, si sarebbe verificato solo un «disguido interno al reparto». Ci sarebbe stata, cioè, una confusione nel confezionamento e nell'applicazione delle etichette sui prodotti, che sarebbero stati comunque genuini. Per accertarlo è stata affidata un'analisi del prodotto all'Asl, da cui è emerso che la carne non aveva in effetti problemi. L'irregolarità della scadenza sulle etichette, tuttavia, per i Nas di Cremona, che hanno disposto anche il sequestro del prodotto, rappresenta un reato. Sulla vicenda si è concentrata anche l'attenzione di Federconsumatori. «A noi arrivano segnalazioni ogni giorno di dubbi o sospetti su alcuni prodotti messi in vendita, perché il tema della sicurezza alimentare è ovviamente uno dei più sentiti dal consumatore – spiega il presidente dell'associazione Mario Spadini –. Non potrebbe essere altrimenti, visto che stiamo parlando di quello che mangiamo». A quanto pare il prodotto che i consumatori tengono di più d'occhio è il pane. «La maggior parte delle segnalazioni ci arriva su quello confezionato, ad esempio quello usato per i toast – prosegue Spadini –. Anni fa ci fu a Pavia un caso clamoroso: sacchetti di pane con i vermi all'interno. Ma situazioni così non si sono più verificate». su Twitter @mariafiore3