Le ciambelline secondo Alda

Siamo intorno agli Anni '70 all'antivigilia dell'importante festa del paese che a Fumo si svolge il 26 maggio, giorno dell' apparizione della Beata Vergine di Caravaggio, come ogni anno si preparano i brasadè. Mamma Dina, testimone della vecchia ricetta di nonna Pia, gira la vecchia asse del tavolo della cucina e impasta ben due chili di farina con uova, burro, scorza di limone e lievito. Ben presto l'impasto è pronto ma, aimè, ora si tratta di andare al forno della signora Alda ed io, che allora ero poco più di una bambina, mi offrii subito. Arrivata al forno con quell'enorme impasto da trasformare in ciambelline iniziai cercando di mettere in pratica i consigli di mamma Dina: fai una biscia lunga, tagliala a tocchetti uguali poi forma le ciambelline che passerai nello zucchero. Tutto bene fino ai tocchetti di pasta, ma quando si è trattato di dare forma alle ciambelline il calco delle mie dita era ovunque. Disperata decisi di chiedere aiuto alla signora Alda, la quale mi fece notare che l'impasto sarebbe dovuto scorrere non sotto le dita ma sotto il palmo della mano. Grazie alla signora Alda posso dire di avere capito che anche le piccole sfumature fanno la differenza, cosa che ancora metto in pratica. Milena Ravazzoli