Dote scuola, boom di richieste a Sannazzaro

SANNAZZARO Costa sempre di più dotare del necessario «corredo» bambini e ragazzi che frequentano i vari livelli scolastici.Negli uffici comunali per i Servizi alla Persona sono in forte aumento le domande relative alla dote-scuola che, in relazione ai redditi Isee, vengono esaudite dai contributi regionali. L'assessore ai servizi individuali, Graziella Invernizzi, conferma: «E' da alcuni anni che le domande registrano un trend in aumento. Due i motivi: le oggettive difficoltà familiari e l'informativa sul servizio che, con il tempo, si è maggiormente diffusa tra i vari strati di cittadini». Se la dote-scuola supplisce in parte gli studenti di scuole primaria, secondaria e superiore, le lamentele raccolte riguardano soprattutto i genitori che non sono beneficiati dal servizio. R. S., mamma di una bambina che comincerà presto la sua avventura alla media Montanari, dice apertamente: «Ho fatto il raffronto con i libri e gli strumenti didattici di un'amica la cui bambina ha frequentato la prima media l'anno passato ed ho notato un aumento nel costo dei libri del 18 percento; non parliamo poi dei supporti didattici. Un astuccio medio, non griffato», può arrivare anche ai 20 euro. Alla Cartoleria del Viale hanno fatto i conti per noi. Per la prima media i libri costano 299 euro (nel 2011 il costo era fermo a 278); poi il corredo minimo: diario medio da 15 euro, una calcolatrice manuale da 10 euro, lo zaino 70 euro: il conto rasenta i 500 euro per ogni alunno. Per le elementari un "remigino" spenderà per il corredo minimo circa 117 euro: un astuccio, cinque quadernoni, il diario, lo zaino; anche in questo caso l'aumento, rispetto l'anno passato, è pari al 20 percento (i libri scolastici sino per fortuna gratuiti). Infine la scuola superiore: 350 euro i libri per iniziare una prima di istituto tecnico; poi il diario, compasso e squadre, zainetto: il totale tocca 534 euro medi. Al' Ipsia Calvi di Sannazzaro, unica scuola superiore del bacino, l'abitudine è invece un'altra. Così il direttore Giovanni Zerbi: «Tendenzialmente da noi i libri sono quasi sempre gli stessi. Ed è tornato di moda il passaggio, di classe in classe, del libro usato. E' un risparmio sensibile per la famiglia. Un tempo era poco in uso; so che da qualche tempo questo metodo è tornato di moda. Ed anche questo è segno dei tempi». Paolo Calvi