Movida, arriva la patente a punti
Torino e Firenze. Sono queste le prime città italiane ad aver introdotto la patente a punti per i locali del centro e per tenere sotto controllo i danni collaterali della movida. Tanto che ora anche Bari, Palermo e Napoli stanno pensando di utilizzare la stessa ricetta. Ma come funziona il sistema? A Firenze i locali hanno una dotazione iniziale di 20 punti. Ma i bar che fanno offerte speciali sugli alcolici ne perdono 5. Altrettanti vengono decurtati se si dà da bere ai clienti che poi schiamazzano fuori dal locale. -5 punti sulla "patente" invece per gli esercenti che non puliscono fuori dal loro locale e che non hanno l'assistenza ai clienti dopo le 23. E se si commettono troppe infrazioni? Sotto i 15 punti i locali perdono lo status di "Amico della città". Se arrivano a zero, invece, si rischia la sospensione dell'attività da uno a cinque giorni. E in caso di infrazioni gravi e reiterate si arriva fino alla chiusura del locale. Ma i benefit? Sgravi per le iniziative e orari di apertura più lunghi per i bar virtuosi. di Gabriele Conta wPAVIA Una patente a punti per i bar del centro storico. Con sanzioni per chi sgarra e incentivi per i più bravi. E' il progetto su cui sta lavorando il Comune di Pavia per affrontare la questione movida. Una ricetta già sperimentata in altre città, da Torino a Firenze. «Ma anche noi ci stiamo lavorando da qualche tempo», dice infatti Pietro Trivi, assessore comunale al commercio. Ma dai commercianti arriva un parziale stop. «Possiamo discuterne», dice Romeo Iurilli, presidente di Confesercenti. «Ma a me risulta che dove è stata applicata non ha dato grandi risultati». Il modello è lo stesso della patente di guida. Ogni bar e locale del centro storico parte con una dotazione iniziale di 25 punti. Dotazione che può aumentare o diminuire a seconda dei comportamenti del titolare e dei frequentatori del bar. «Siamo soltanto nelle fasi preliminari del progetto, e dovremmo concordare con le associazioni di categoria quali saranno i comportamenti negativi che porteranno a perdere i punti e quali li faranno guadagnare – cspiega l'assessore comunale al commercio –. Ma secondo noi un'iniziativa come questa potrebbe funzionare, e permetterebbe di affrontare con successo la questione movida». "Patto per la sicurezza". E' questo il nome provvisorio dato dall'amministrazione comunale a questo progetto. «Ci sono stati degli incontri con Confesercenti – spiega Pietro Trivi – ma prima di arrivare a un accordo definitivo bisognerà incontrarsi ancora». Il documento infatti è ancora una bozza. Nelle dieci pagine di questo documento si parla di "Prezzi e modalità di vendita delle bevande alcoliche", di "Pulizia" e di "Livelli di rumorosità". Punire chi si comporta male e premiare chi si comporta bene. E' questo, in estrema sintesi, il senso di questo patto. Che ricalca il meccanismo della patente a punti dell'automobile. «Si potrebbe pensare a delle agevolazioni ad esempio per quanto riguarda i dehors – dice ancora l'assessore comunale al commercio – ma prima di arrivare a una versione definitiva dovremmo discuterne con i commercianti». In Comune puntano a varare l'iniziativa entro la primavera prossima. In tempo, cioè, per le prime sere della movida, tradizionalmente più contenuta durante la stagione fredda. Ma già adesso alcuni punti non piacciono a Confesercenti. «Su alcune cose non siamo affatto d'accordo», dice Romeo Iurilli, presidente della sezione pavese dell'associazione di categoria dei commercianti. «Nella bozza che l'amministrazione ci ha distribuito si parla infatti del divieto di offerte speciali sulle bevande alcoliche, e di prezzi che non si discostino dalle medie applicate nella zona interessata dal patto – spiega Iurilli–. Ma questo secondo noi non sta né in cielo né in terra: dove siamo, in Urss? Col prezzo deciso dallo Stato?». Insomma, ci vorrà molto lavoro diplomatico prima di arrivare alla patente a punti per i locali del centro di Pavia. Anche nelle altre città dove questo sistema è stato introdotto, infatti, i commercianti si dividono tra entusiasti e delusi. su Twitter @GabrieleConta