Castelletto, la minoranza attacca ancora il sindaco
CASTELLETTO DI BRANDUZZO Un passo indietro, il che vuol dire dimissioni o l'autosospensione dalla carica (formula peraltro di difficile applicazione), almeno fino alla conclusione dell'udienza preliminare. E' quanto chiede il gruppo di minoranza «Insieme per Castelletto» al sindaco Luciano Villani, indagato dalla procura di Perugia per le presunte tangenti che sarebbero state pagate dalla società di cui era amministratore e da altre due imprese a un dirigente della Regione Sicilia in cambio dell'appalto per il servizio aereo antincendio. Ma il primo cittadino non ha alcuna intenzione di lasciare, anche perchè - come ha più volte ribadito -l'inchiesta non riguarda la sua attività di amministratore pubblico, bensì il suo impegno professionale privato. Scintille nell'ultimo Consiglio comunale fra Villani e Giovanni Bulla, esponente di «Insieme». Bulla è tornato all'attacco del sindaco, formalizzando la richiesta di autosospensione, «considerando ciò che lei come sindaco rappresenta per gli interessi dell'intera comunità castellettese, nonchè per gli atti che è chiamato per legge a compiere e ad assumere». Assai più sfumata la posizione dell'altro gruppo di minoranza, che non ha aderito all'iniziativa di Bulla e dell'altro consigliere Tony Lo Verso (che, in vacanza, non ha potuto partecipare alla seduta). Villani, comunque, non si è scomposto. E interpellato ieri, si è limitato a spiegare: «C'è un'inchiesta ancora in corso. L'autosospensione? Ognuno è libero di commentare e chiedere quello che vuole». (r.lo.)