In ventimila per l'addio al cardinale del dialogo
ROMA Il cardinale Carlo Maria Martini, per oltre venti anni arcivescovo di Milano, da ieri riposa nella navata sinistra del Duomo. Ai piedi dell'altare della Croce di San Carlo Borromeo. Un funerale seguito da 20 mila persone che, stipate dentro la cattedrale e fuori sulla piazza dove sono stati allestiti maxi-schermi, hanno dato l'ultimo saluto all'arcivescovo ricordato come «l'uomo del dialogo». Come colui che ha cercato di parlare con tutti, credenti e non credenti, ma anche con le altre religioni. Che ha trascorso sei anni a Gerusalemme, crocevia di quelle religioni che ha cercato di far dialogare. In grado di affrontare temi spinosi per la Chiesa, fino alla scelta finale di rifiutare nella fase terminale della malattia la nutrizione forzata, l'accanimento terapeutico. Lasciando così quello che molti considerano «l'ultima lezioni del cardinale Martini». E ieri la sua vita era rappresentata nei volti di chi nel Duomo e nella piazza gremita è arrivato per dare l'ultimo saluto al cardinal Martini morto ad 85 anni. Alle 16 davanti al premier Mario Monti e quattro ministri, 39 vescovi, milleduecento sacerdoti, 30 parlamentari, l'arcivescovo di Milano, Angelo Scola ha celebrato i funerali. «La lunga vita del cardinale Martini è specchio trasparente della perseveranza anche nella prova della malattia e della morte» ha detto Scola che ha aperto l'omelia leggendo un versetto del Vangelo di Luca. Ha poi proseguito: «Siamo convocati per esprimergli gratitudine in questo Duomo con una folla di credenti e non credenti». «Che dire oggi di questa chiesa di Milano? – ha detto invece il cardinale Dionigi Tettamanzi che fu il successore di Martini – Ti abbiamo amato per il tuo chinarti sulle nostre fragilità e per il tuo sguardo capace di vedere lontano». Alla fine il suo discorso è stato applaudito. Tra la folla il presidente del Pd Rosy Bindi ed il segretario di Sel Nichi Vendola, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, Romano Prodi oltre ad esponenti del mondo imprenditoriale e della cultura, l'artista di origine ebraica Moni Ovadia, il patron dell'Inter Massimo Moratti, la presidente del tribunale di Milano Livia Pomodoro. Terminata la cerimonia l'arcivescovo Scola è uscito dalla cattedrale per benedire le 15mila persone rimaste a seguire i funerali sui maxischermi nonostante la pioggia, poi Martini è stato sepolto in forma privata in Duomo. (f.c.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA