Slot, critiche alle nuove regole

PAVIA Macchinette per il gioco d'azzardo, il nuovo decreto prevede distanze minime di questi apparecchi da scuole e luoghi frequentati da ragazzi, tuttavia i maggiori utilizzatori risultano essere gli adulti. In centro, ma non solo, sono molti i locali che hanno installato al loro interno Video Slot, ma i gestori sono concordi nell'affermare che i giovani giocatori siano in numero molto esiguo. Daniele Bernes, del Caffè Europa in Corso Cavour, dichiara «noi abbiamo quattro slot e il target dei giocatori è di età avanzata, magari pensionati che tentano la fortuna con il resto ricevuto dopo le consumazioni». Sulla stessa lunghezza d'onda Luca Brescia del Disco 90 Caffè che commenta «nonostante la vicinanza dell'università e di altre scuole le macchinette non sono frequentate da ragazzi, la clientela media è rappresentata da persone di mezz'età, soprattutto donne che effettuano piccole giocate». Il decreto sanità, in quest'ultimo periodo allo studio del governo, prevede che le macchinette elettroniche siano installate a distanze non inferiori ai 500 metri da scuole, centri giovanili e più in generale da luoghi frequentati da ragazzi; le polemiche che ne sono nate sono molte, il gioco d'azzardo elettronico è già vietato ai minori di diciotto anni e con i limiti di distanza si discriminerebbero i commercianti che hanno già sostenuto spese per installazione e licenze, questa è l'opinione del Presidente della Confesercenti Provinciale Romeo Iurilli, che dichiara «le entrate dello stato legate al gioco solo nel 2011 corrispondono a 13,7 miliardi, c'è stata nel tempo una precisa volontà di permettere la dislocazione di macchinette, adesso non si possono cambiare le carte in tavola da un giorno con l'altro». Secondo Iurilli con il nuovo decreto verrebbero ingiustamente penalizzati quegli esercenti che incolpevolmente si ritrovano i negozi in prossimità di luoghi frequentati da ragazzi. Il Presidente di Confesercenti prosegue la sua analisi auspicando che vengano studiati interventi preventivi e dichiara «lo stato ha fatto cassa negli anni, ora dovrebbe investire in formazione, con campagne di educazione nelle scuole ma anche tra i titolari delle sale che ospitano i videogiochi, i quali in prima persona si rendono conto di eventuali esagerazioni da parte dei clienti». Marco, dalla Starplayer Pavia, esperto del settore, analizza la situazione e fa notare che la percentuale di giovani che utilizza i videopoker è minoritaria e dichiara «sono le scommesse e in seconda battuta i gratta e vinci i giochi preferiti da giovani e giovanissimi, è in quella direzione che andrebbero fatti maggiori controlli» e aggiunge «il settore del gioco è la terza entrata dello stato che più di tanto non ne ostacolerà mai la diffusione, andrebbe contro il proprio interesse economico». Il Presidente di Confesercenti prosegue «vi è bisogno di provvedimenti concreti e mirati e non di dichiarazioni demagogiche ed estemporanee che oltre a non colpire il cuore del fenomeno vanno a danneggiare incolpevoli negozianti già ampiamente vessati e in difficoltà in questo periodo di crisi». Luca Drisaldi