Bernanke: se necessario pronti a nuovi interventi

di Andrea Di Stefano wBRUXELLES Non ha sorpreso con annunci, ma il tono usato dal governatore della Fed, Ben Bernanke, nel discorso di apertura all'annuale conferenza economica di Jackson Hole ha comunque soddisfatto i mercati finanziari che, soprattutto in Europa, hanno ripreso a correre. Bernanke ha confermato che la Fed è pronta a nuovi interventi di sostegno all'economia se necessario e nella misura richiesta dalla situazione lasciando quindi aperta la porta ad un nuovo quantitative easing. La Fed, ha detto Bernanke, «non può escludere» nuove misure «non convenzionali» se la congiuntura «lo impone» e ha ammesso che la performance dell'economia rimane» ben lungi dall'essere soddisfacente», a causa soprattutto della situazione di stallo del mondo del lavoro che rimane la principale preoccupazione. Il numero uno della Fed ha ribadito che «i problemi europei minacciano l'incertezza delle prospettive americane» mentre il livello dell'inflazione è vicino all'obiettivo della Fed al 2%. «La debolezza dell'immobiliare, della politica fiscale e del mercato del credito pesano sulla crescita», ha aggiunto il governatore sottolineando che il rischio di tagli automatici alla spesa e aumenti contemporanei delle tasse (chiamato fiscal cliff) potrebbero danneggiare ulteriormente il clima economico. Le borse europee hanno reagito positivamente a Bernanke: la migliore è stata ieri Madrid (+3,13%) anche grazie al via libera da parte del Governo alla riforma delle banche, seguita da Milano, che con il rialzo di ieri (+2,16%) ha riconquistato la soglia dei 15000 punti dell'indice Ftse Mib, Francoforte (+1,09%) e Parigi (+1%) mentre Wall Street a metà seduta avanzava dello 0,6%. Nessun riflesso positivo, invece, sugli spread: il differenziale Btp-Bund si è portato a 451 punti base e lo spread spagnolo a 552 punti base. I riflettori sono ora più che mai puntati su Francoforte dove giovedì si riunirà il consiglio direttivo della Bce e parlerà il presidente Draghi. Ieri sono circolate voci di possibili dimissioni del presidente della Bundesbank, Jens Weidmann: secondo la "Bild-Zeitung" sarebbe stato il governo tedesco a convincere Weidmann a rimanere al suo posto. Ieri Berlino non ha commentato le indiscrezioni trapelate da Bild. «Bisogna chiedere a Weidmann», ha detto il portavoce di Angela Merkel, Georg Streiter, che ha ripetuto le parole usate dalla Merkel per esprimere il suo sostegno alla Bundesbank. Non mancherà di rinfocolare polemiche anti euro la decisione della Bce di stampare sulle monete di nuova emissione il mito greco del rapimento di Europa da parte di Zeus per ricordare che la Grecia, e la sua cultura, sono parte integrante (e fondante) del Vecchio Continente. Ieri Madrid ha varato il decreto per la costituzione della "Bad Bank" proprio nel giorno in cui Bankia ha annunciato una perdita semestrale da 4,5 miliardi di euro e la Banca di Spagna ha aggiornato a 220 miliardi di euro la fuoriuscita di capitali nei primi sei mesi dell'anno: solo nel mese di giugno, i deflussi di capitali sono stati pari a 56,63 miliardi, facendo registrare il dodicesimo mese consecutivo di uscite nette. Il ministro dell'Economia De Guindos ha stimato in 180 miliardi gli attivi relativi al sistema immobiliare e in 120 miliardi gli asset sani. ©RIPRODUZIONE RISERVATA