Clint, star della destra, oscura Romney

di Andrea Visconti wNEW YORK Alla Convention Repubblicana di Tampa la sorpresa avrebbe dovuto essere il discorso con cui Mitt Romney accettava la nomination. E invece è stato il suo ospite a sorpresa a rubargli la scena. L'intervento di Clint Eastwood dal podio della Convention ha avuto grande impatto e il giorno successivo tutti hanno parlato della "sedia vuota di Obama", una conversazione virtuale fra l'attore e un immaginario Barack Obama. Una trovata forse spiritosa, forse patetica, ma sicuramente inaspettata che ha portato perfino il presidente stesso a rispondere a Clint Eastwood. "Sorry, ma la sedia è già occupata", ha ironizzato il capo della Casa Bianca. Come dire che il prossimo 6 novembre non ci sarà alcuna sedia vuota che il candidato republicano possa aspirare ad occupare. A conclusione del congresso di partito si sono scatenate le opinioni sulla performance di Clint Eastwood che ha sorpreso perfino gli organizzatori sforando i tempi ferrei entro i quali doveva stare il suo intervento. C'è chi dice che l'attore sia stato patetico, balbettando frasi confuse che lo facevano apparire più anziano dei suoi ottant'anni. C'è chi invece ha ritenuto che il protagonista di "Dirty Harry" sia stato grandioso. E' riuscito a risvegliare il pubblico televisivo che da casa seguiva sonnacchioso una serie di interventi infarciti di luoghi comuni. Ma quello che è stato ancora più imbarazzante per la campagna elettorale di Romney è che, a conclusione della Convention, il presidente Obama ha risposto all'intervento di Dirty Harry, non a quello di Mitt Romney. Confermando così che è stato l'attore, non il candidato repubblicano alla presidenza, a prendersi la scena di questa tre giorni politica a Tampa. L'intervento di Clint Eastwood era il penultimo prima che Romney prendesse la parola in chiusura di Convention. L'attore era arrivato sul podio accolto da un fragoroso applauso mentre alle sue spalle era stata montata su grandi schermi un'iconografia da Far West, che forse inconsciamente doveva far tornare alla mente il cowboy Ronald Reagan. Non è un caso infatti che Eastwood abbia subito sottolineato che l'idea che tutti i divi di Hollywood siano liberal è un mito. Al suo fianco, accanto al leggio, una sedia vuota, pronta per una chiacchierata virtuale col presidente. «Non sarebbe ora di mantenere la sua promessa e far ritornare i nostri soldati dall'Afghanistan?», è stato il primo scambio virtuale fra Dirty Harry e il presidente, al quale ne sono seguiti altri per lo più confusi, balbettati e al limite dell'imbarazzante. Per gli organizzatori il vero imbarazzo è stato provocato però dal fatto che ancora una volta Romney non è riuscito ad avere l'impatto che voleva. Trito e scontato il suo intervento, tanto che il giorno dopo i talk show politici hanno parlato quasi esclusivamente della "sedia vuota". ©RIPRODUZIONE RISERVATA