«Abbiamo visto il professore toccare i ragazzi»
di Paolo Fizzarotti wVOGHERA Alberto Giannino, rinchiuso nel carcere di Chiavari per reati sessuali su minori, è in un accentuato stato di prostrazione psico-fisica. «Appare quasi in stato confusionale, si proclama innocente e annuncia l'intenzione di fare lo sciopero della fame fino alle estreme conseguenze - afferma l'avvocato Matteo Groppo, di Chiavari - Spero che receda dai suoi propositi». Giannino, vogherese di 52 anni, fino ad aprile era un docente di religione nelle scuole superiori di Milano: poi la diocesi milanese lo aveva sospeso dall'insegnamento, non si sa per quale motivo. Martedì 28 agosto è stato arrestato dalla polizia con la grave accusa di "atti sessuali su minori di 14 anni". Un reato che, secondo l'accusa, è stato commesso a Rapallo, in provincia di Genova: da qui la detenzione a Chiavari. Chi lo ha visto finora (poche persone, dato che il docente vogherese si trova in isolamento per evitargli contatti con gli altri detenuti) lo ha descritto come psicologicamente prostrato. Le medicine che assume per il diabete e una forma di depressione, a quanto sembra gli vengono somministrate direttamente dal medico del carcere, per evitare che ne abusi per sopportare lo stress della detenzione. Intanto sono emersi i dettagli dell'episodio che lo ha portato in prigione. Il docente vogherese aveva preso una casa in affitto a Rapallo per il mese di agosto. Secondo l'accusa martedì 22, nel pomeriggio, Giannino avvicina due ragazzi albanesi, due cuginetti di 12 e 13 anni. I ragazzini stanno giocando nella spiaggia libera che c'è sotto il Castello di Rapallo. Giannino gli parla, poi si allontana, ma fa in modo di ritrovarli poco dopo. Il docente li convince a seguirlo, mentre le loro famiglie restano sulla spiaggia. I tre attraversano la strada e vanno nel parcheggio del teatro della Clarisse, distante circa 100 metri. Poi, secondo la testimonianza dei due ragazzini, avviene il reato. Giannino manda prima uno e poi l'altro ragazzo a comprare delle birre in un bar vicino: mentre uno dei cugini è assente, il prof ne approfitta per mettere le mani nei calzoncini dell'altro. La scena si ripete con entrambi i ragazzi. Una telecamera di sicurezza installata lì vicino riprende prima uno poi l'altro ragazzo nel tragitto di andata e ritorno dal bar. La telecamera non inquadra Giannino mentre tocca i ragazzini: a vederlo è però il padre di uno dei due. L'uomo, un albanese perfettamente inserito che vive e lavora a Rapallo, insospettito dall'assenza del figlio va a cercarlo e sorprende Giannino mentre lo tocca. Vistosi scoperto il vogherese tenta la fuga, ma viene raggiunto e bloccato dall'uomo: nel frattempo è arrivato anche suo fratello, padre dell'altro ragazzo. I due genitori chiamano il 113 e poco dopo lo consegnano a una volante della polizia. Gli agenti hanno perquisito sia la casa di Rapallo che quella di Voghera, in cerca di materiale pedopornografico, ma non hanno trovato nulla. A Voghera c'erano tre computer, che però erano stati formattati da Giannino, in modo tale da cancellare qualsiasi eventuale prova contro di lui. su twitter @paolofizzarotti ©RIPRODUZIONE RISERVATA