La sfida di Romney: parlare all'America
di Andrea Visconti wNEW YORK Mitt Romney ce l'ha fatta. Dopo un'attesa durata più di quattro anni è riuscito finalmente a parlare alla Convention del suo partito accettando la nomina di candidato repubblicano nelle presidenziali del 2012. Ci aveva già provato nel 2008 ma aveva dovuto abbandonare la scalata alla Casa Bianca a favore di John McCain. Ieri sera Romney ha preso la parola a Tampa, in Florida, ed è stato il discorso più importante mai pronunciato in vita sua. Un discorso col quale ha tentato di comunicare con un elettorato che a due mesi dalle elezioni del 6 novembre ancora non conosce il candidato repubblicano: un moderato che vuole far credere di essere un conservatore, un capitano d'industria che vuole apparire un politico, un superricco che vuole sembrare un uomo qualunque. Chi è Romney veramente? In sessanta minuti di discorso nel Convention Center di Tampa gremito all'inverosimile questo ex governatore del Massachusetts ha cercato di rivelare sè stesso, soprattutto a milioni di americani che hanno seguito il discorso in diretta tv. E‘ riuscito nel suo intento? Saranno i sondaggi dei prossimi giorni a rivelarlo ma da una prima valutazione si può già affermare che il pubblico non è rimasto elettrizzato tanto quanto lo era stato la sera prima quando aveva preso la parola Paul Ryan. Il quarantaduenne candidato repubblicano alla vicepresidenza mercoledì sera aveva scatenato l'entusiasmo del pubblico sparando a zero contro l'amministrazione Obama. «Basta parole, vogliamo fatti», ha tuonato Ryan accusando il presidente di avere sprecato quattro anni senza risolvere i problemi dell'America. Era stato eletto nel nome del cambiamento e l'altra sera Ryan ha invitato tutti coloro che avevano avuto fiducia in Obama di votare per il ticket Romney-Ryan. Da parte di Ryan ci sono stati molti slogan e frasi fatte, comprese promesse generiche sulla creazione di 12 milioni di posti di lavoro. Come, Ryan non lo ha detto. Generiche le sue affermazioni anche sul budget federale. Il candidato alla vicepresidenza infatti ha glissato sul fatto che col piano repubblicano passeranno 28 anni prima che si arrivi al pareggio del budget. ©RIPRODUZIONE RISERVATA