«Non è detto che la miniera chiuda»
ROMA La Sardegna conquista la ribalta nazionale. Per il disfacimento del suo già esile apparato produttivo e per la reazione dei lavoratori. Ieri quelli dell'Alcoa hanno sfilato a Roma e attenderanno oggi i risultati dell'incontro tra il governo, l'azienda e gli enti locali. Nella miniera di Nuraxi Figus prosegue l'occupazione dei lavoratori in un clima di forte tensione e preoccupazione. «Vorrei chiarire che non sta scritto da nessuna parte che la miniera debba chiudere il 31 dicembre - ha detto il sottosegretario Claudio De Vincenti - il governo non ha mai posto tale problema. La decisione di tenerla aperta o meno è solo nelle mani della Regione Sardegna». Per il rappresentante del governo «la miniera ha problemi di bilancio in perdita quindi bisogna migliorare la situazione considerando anche progetti di riconversione. Noi invitiamo la Regione Sardegna a presentare un progetto di riconversione sostenibile per la collettività. Quello presentato costa 250 milioni ogni anno per otto anni e finisce sulle bollette della energia elettrica degli italiani». Il Cipe - ha ricordato De Vincenti - «ha già lavorato in questi mesi e ha stanziato 127 milioni. A settembre lo stanziamento verrà finalizzato e cerchiamo altre risorse per dare un avvenire di produzione e lavoro a quest'area decisiva del Paese. So che la Regione sta lavorando al progetto, dopo che abbiamo segnalato le criticità del progetto che ci era stato presentato in precedenza. Il governo non ha mai posto un problema di chiusura della miniera, se la Regione Sardegna intende chiudere il 31 dicembre - ha concluso - lo dica e vedremo che si deve fare, ma questo non è scritto da nessuna parte». I lavoratori non mollano. «Abbiamo deciso di aspettare in miniera l'evolversi della situazione, anche perché ci sono i colleghi dell'Alcoa, la cui situazione è più stringente, come tempi, della nostra. Resteremo qui a Nuraxi Figus ad attendere notizie, poi vedremo», ha detto Nino Dorso, delegato Rsu della Cisl dei minatori di Nuraxi Figus. Intanto nel Sulcis sta per iniziare un'altra assemblea sindacale. Sono a rischio 150 lavoratori della ditta Locci, che ha in appalto i trasporti del carbone da Nuraxi Figus alla centrale di Portovesme e dello stoccaggio dei fanghi rossi dell'Eurallumina. La ditta, con interessi internazionali ed una delle più grosse nel movimento terra e costruzioni stradali, senza commesse sarebbe intenzionata a mettere i dipendenti in cassa integrazione. «È una situazione insostenibile - dice Dorso - a cascata crollano anche le imprese d'appalto. Impossibile continuare a reggere una situazione del genere». Si è concluso senza tensioni, così come era iniziato, il presidio organizzato dai lavoratori dell'Alcoa davanti al ministero dello Sviluppo economico, dove oggi ci sarà una riunione tra il sottosegretario De Vincenti, il presidente della Regione Sardegna e quello della Provincia Carbonia Iglesias con i vertici della Glencore, l'azienda svizzera che ha manifestato l'intenzione di rilevare l'azienda sarda dell'alluminio. La manifestazione dei lavoratori riprenderà questa mattina.(a.g) ©RIPRODUZIONE RISERVATA