«Quotazioni, l'Oltrepo deve fare squadra»
«E' vero c'è grande euforia sul Pinot grigio come c'è stata sul moscato. Un po' meno, quest'anno sul Pinot nero, che resta, comunque, uva principe del nostro mercato»: sintetizza così la situazione Guerrino Saviotti, direttore della Cantina Torrevilla. «Ma sul boom del Pinot grigio – aggiunge Saviotti – bisogna tener conto che è uva destinata a produzione e imbottigliamento fuori dall'Oltrepo. Non è una tipologia di vino che ha mercato locale anche se come Cantina cercheremo sempre di più di venderlo in nostre bottiglie. Altra cosa il Bonarda che dovrebbe essere difeso meglio perchè, quello sì, è un marchio a forte vocazione territoriale. Noi ci crediamo nonostante certe operazioni commerciali lo penalizzino». Temi delicatI: vini e prezzi delle uve. Per Fabiano Giorgi, produttore di Canneto e consigliere del Consorzio, i viticoltori «non sono ripagati dale prezzo delle uve e hanno difficoltà a far fronte ai prezzi crescenti». Il discorso vale per lo storico Pinot nero che, quest'anno, spiega Giorgi «nonostante i problemi climatici, l'uva si presenta sana e bella». Il problema però è commerciale, non climatico. «Non basta vendere fuori confini il vino sfuso senza marchio Oltrepo – dice Giorgi – Queste vendite sono indispensabili, ma sono altri a godere della nostra qualità. La sfida è nella difesa del marchio. Altrove insegnano che una denominazione va tutelata nella zona di appartenenza. Dobbiamo tutti remare dalla stessa parte, adesso: consumatori pavesi, ristoratori, baristi, produttori e viticoltori».