Mutui e prestiti, un boom di rate non pagate

PAVIA Rate di mutui o prestiti non pagati , anche i pavesi sono in «sofferenza». Il dato emerge dall'ultimo rapporto semestrale del Consiglio di Amministrazione di Banca Popolare Commercio e Industria riunitosi sotto la presidenza di Mario Cera. Il gruppo bancario che ha forti radici pavesi ha approvato i risultati al 30 giugno e hanno fatto registrare un utile pari a 23,8 milioni di euro, rispetto ai 28,8 milioni del 30 giugno 2011. Nella nota si spiega come «il primo semestre 2012 ha visto il perdurare della crisi e del clima di incertezza con un calo dei tassi di interesse e una crescita dei crediti in sofferenza». «In questo quadro – si aggiunge – nonostante una contrazione dei volumi e dei margini, Popolare Commercio e Industria ha continuato a interpretare il proprio ruolo di Banca di riferimento dei territori in cui opera, non facendo mancare l'opportuno credito a famiglie e imprese». La gestione operativa, pari a 52,9 milioni di euro, è risultata in calo (-2,5%) rispetto ai 54,2 milioni nell'analogo periodo 2011 caratterizzandosi con proventi operativi in diminuzione del 5,1% (9 milioni di euro), essenzialmente per effetto delle condizioni di mercato, quasi interamente compensati dalla flessione degli oneri operativi (7,7 milioni di euro).Dal lato dei costi, la componente "spese del personale" (61,4 milioni di euro) è risultata in calo del 5,7% rispetto all'analogo periodo del 2011 (65,1 milioni di euro). Ma, come detto, aumentano i crediti non onorati: mutui e prestiti insoluti e segnalati alla Centrale dei rischi. Sono aumentate a 16,0 milioni di euro rispetto ai 4,2 milioni di euro del primo semestre 2011, Dati patrimoniali. La banca reagisce alla crisi, ma non è facile. Al 30 giugno 2012 gli impieghi complessivi verso la clientela si sono attestati a circa 8,5 miliardi di euro in sostanziale linea, ma senza incrementi, con la consistenza di fine anno 2011, pari a 8,6 miliardi di euro. Un po' meglio il risparmio. Dal lato della raccolta, al 30 giugno 2012, la componente diretta è risultata pari a 7,6 miliardi di euro, lo 0,9% in più rispetto al valore di fine 2011, pari a 7,5 miliardi di euro; mentre, ai valori di mercato, la raccolta indiretta da clientela ordinaria ammonta a 9,5 miliardi di euro, in diminuzione rispetto al dato di fine anno 2011 (-5,1%).Il patrimonio, al netto dell'utile di periodo, è risultato pari a 1.162 milioni di euro.