Edimes e Pavia, il dialogo è già finito

di Stefano Romano wPAVIA La parola d'ordine è «guardare avanti». Ma i rapporti tra l'Edimes (serie C) e la Pallacanestro Pavia (serie C regionale) restano tesi. E il fatto che le due società pavesi di basket debbano comunque convivere nella stessa casa del palaRavizza non aiuta. Al di là della rappacificazione di facciata, il fatto che l'amichevole tra Edimes e Pallacanestro Pavia prevista e annunciata per domani sera sia saltata all'improvviso, perché l'Edimes non è stata invitata al torneo Coralli che la Pallacanestro Pavia ha organizzato per settembre, basta a capire che la convivenza non sarà facile. Domani, in ogni caso, una partita al PalaRavizza ci sarà: in campo (alle 20, al netto di cambiamenti dell'ultimo minuto) l'Edimes e una rappresentativa giovanile della milanese Armani Jeans. «Ma è un peccato che sia saltata la partita tra Edimes e Pallacanestro Pavia – allarga le braccia il coach della squadra di C regionale, Roberto Sacchi, ex Edimes –. Pagano gli appassionati che avrebbero potuto vedere e conoscere le due squadre della città. C'era già un accordo tra me e il coach dell'Edimes Petitti. Poi la dirigenza dell'Edimes ha fatto saltare tutto, anche se sul suo sito annunciava già l'amichevole». Perché annullare un'amichevole che avrebbe visto in campo le due squadre di Pavia? «Non voglio parlare del passato, ma del futuro – taglia corto Gabriele Ripa, presidente Edimes –. Qualcuno ha agito in buona fede, qualcuno no. E il tempo dirà chi è stato. Ora come ora l'unico obiettivo dell'Edimes è riportare i tifosi al PalaRavizza». E perché i tifosi se ne sono andati? «Perché non è facile vedere la squadra di Pavia (l'altra, ndr) scendere di tre categorie», risponde secco Ripa. L'Edimes è un gradino più su: ha speranze di risalire già in questa stagione? «Gli ingredienti ci sono e noi ce la mettiamo tutta – conclude Ripa –, ma nello sport è il campo che deve dare il verdetto finale. L'ho già detto a coach Petitti e ai ragazzi: dobbiamo fare di tutto per ridare fiducia ai tifosi, per restituire loro il piacere di andare al palaRavizza. La squadra è giovane è ha tutti i numeri per crescere, e in tempi economicamente difficili per tutti, abbiamo uno sponsor che ci dà la possibilità di fare bene». Per fare bene servono anche condizioni ideali di allenamento e di gioco: ieri sera in Comune hanno tirato tardi per decidere tempi e modi della suddivisione di un palazzetto nel quale si deve allenare e deve giocare le partite di campionato anche la Riso Scotti Volley (serie A2). «Noi abbiamo chiesto il campo per due ore al giorno – spiega il presidente dell'Edimes –. Immagino che non ci saranno problemi, visto che ora siamo la prima squadra di basket della città. Ad oggi la Riso Scotti Volley ha il campo per 3 ore al giorno, ma immagino che sia una contingenza legata al momento stagionale. Al Comune, inoltre, abbiamo anche chiesto una sede per la società: una sede come quella che hanno le altre società di Pavia e di cui anche l'Edimes ha bisogno». ©RIPRODUZIONE RISERVATA