Farmacie, maggioranza divisa
Per la vendita in blocco delle tre farmacie comunali di Vigevano era stato stabilito un importo a base d'asta di 5 milioni e 600mila euro, come da perizia giurata di stima. L'asta, che era stata fissata per l'altro ieri, è andata deserta e oggi la giunta comunale potrebbe decidere lo "spacchettamento" delle tre farmacie, nel tentativo di venderle separatamente. Il valore del magazzino delle farmacie comunali, sempre in base alla stima preparata per l'asta, è di 360 mila euro, mentre il valore delle attrezzature, degli arredi e dei macchinari è stato valutato in 120mila euro circa. Per l'affitto dei locali della farmacia comunale 1, di viale Monte Grappa, l'Azienda speciale multiservizi paga un canone annuo di 12.840 euro; per la farmacia comunale 2, di corso Pavia 73 (area ex-Record) il contratto di affitto dei locali, firmato nel luglio 2011, prevede un canone di 27.412 euro che dopo il secondo anno diventerà di 32.250 euro; per la farmacia comunale 3, che si trova all'interno del centro commerciale "Il Ducale" l'affitto annuale dei locali è di 37.284 euro (corrisposti in rate semestrali). In tutto, le tre farmacie, hanno 13 dipendenti a tempo pieno e indeterminato: tre direttori e dieci farmacisti. Per due dei tre direttori è previsto il pensionamento entro la fine di quest'anno ed entro il 2015. (d.a.) di Denis Artioli wVIGEVANO Vendita delle farmacie comunali: dopo l'asta deserta, oggi si riunirà la giunta per trovare un'alternativa. L'ipotesi emergente parla della vendita separata, e non in blocco, delle tre farmacie. Ma sulla scelta potrebbero scontrarsi forti divergenze nella maggioranza leghista. Discordanze di opinioni già emerse, anche se non ufficialmente, in particolare tra il sindaco Andrea Sala e l'assessore competente, Mauro Facchini. Entrambi esponenti leghisti, ma, a quanto pare, con una visione diversa sul futuro delle tre farmacie comunali. E non solo. Facchini avrebbe già manifestato la propria contrarietà in primo luogo alla scelta di vendere le farmacie (situate al centro commerciale "il Ducale", in corso Pavia e in viale Monte Grappa) e, in secondo luogo, (vista la decisione della maggioranza di alienarle comunque) di cederle tutte e tre. Nell'ambito degli incontri di maggioranza, Facchini non avrebbe mai fatto mistero della sua posizione, ritenendo che le farmacie abbiano ancora e possano incrementare la propria funzione sociale. C'è chi, a Palazzo municipale, parla di una frattura in atto all'interno della maggioranza leghista su più di una scelta. Situazione che potrebbe portare anche a un rimpasto di giunta, "dimissionando" proprio Facchini. Ad alimentare questa ipotesi, la vicenda del progetto della centrale a olio di viale Commercio, su cui ormai il Comune ha pronunciato il suo "no" definitivo. Il sindaco si era presentato all'ultima conferenza di servizi al posto dell'assessore all'ambiente, ponendo sul piatto una questione viabilistica e giocando una carta che solo lui poteva giocare: l'eventuale prospettiva del cambio di destinazione del terreno di viale Commercio a uso residenziale, escludendo così la possibilità che su quell'area possa insediarsi una struttura per la produzione di energia elettrica. La decisione di Sala di andare personalmente alla riunione è stata vista come un tentativo di esautorare Facchini. A gettare acqua sul fuoco, pensa però il segretario della Lega Nord, Angelo Buffonini, che dice: «Sappiamo che qualche nostro avversario vorrebbe tanto che la giunta Sala andasse in crisi, ma non sarà così». Buffonini conferma, comunque, che nel Carroccio le acque non sono del tutto tranquille: «Ma parlare di spaccature è eccessivo – sottolinea il segretario –. Sicuramente ci sono divergenze di opinione su questioni importanti, ma non fratture. Sulla vicenda Facchini è stata montata la questione della centrale a olio, ma sono situazioni che si riparano». Lo stesso Facchini dice, telegrafico: «A me non risulta che ci siano fratture nella Lega Nord». E sulle farmacie? «Vediamo cosa succederà in giunta domani (oggi per chi legge, ndr) – dice Buffonini – La vendita delle farmacie è importante e, piaccia o no, si devono guardare i conti. Anche a me spiace vendere le farmacie, sono un patrimonio importante della città, ma non c'è altra scelta e non per colpa di questa amministrazione». E il possibile rimpasto? «Non si può curare un raffreddore con un bombardamento di antibiotici – risponde Buffonini –. Non ci sarà alcun rimpasto. Lo garantisco, almeno fino a questo fine settimana». Ma, aggiunge, «è solo una battuta». ©RIPRODUZIONE RISERVATA