Giovani artisti alle prese con la fine del mondo
di Donatella Zorzetto wPAVIA Le chiamano "Idee collettive", e in effetti il lavoro che ne risulta è frutto del contributo di molti. Contributo artistico, quello che l'associazione "Bianconirico", fondata nel 2009 da sette sizianesi, appunto con l'amore per l'arte, richiede e investe in opere e installazioni che spesso incuriosiscono e fanno discutere. Matteo Mascherpa, Valentina Camilli, Ivan Peroni, Federico Civardi, Luca Spaccarelli, Andrea Rota e Niccolò Gobbi (oltre a Luca Ferrari che ha collaborato all'ultimo progetto)fanno parte del team artistico. Che dal 1° al 9 settembre a palazzo Broletto proporrà "Is this the end?", mostra collettiva di sette giovani artisti (e di alcune opere create dalla stessa associazione "Bianconirico") «destinati a scomparire con la fine del mondo». «Lavoriamo sempre su idee collettive, diciamo generalizzate – conferma Mascherpa –. Succede che uno di noi butti giù un argomento e che poi venga sviluppato dal resto dell'équipe». «Siamo tutti di Siziano e ci conosciamo da tempo – prosegue Mascherpa –. Ci siamo ritrovati con lo stesso interesse per l'arte. Ognuno di noi ha preso una strada per piacere: c'è chi fa il fotografo, chi il fumettista o il pittore. Ci siamo trovati con la stessa passione e la medesima intenzione, ossia quella di fondare un'associazione attraverso cui organizzare mostre ed eventi, così da ritagliare spazi per ognuno di noi». In media "Bianconirico" organizza un evento all'anno. Ha esordito ai Crociferi di Pavia organizzando una mostra che li ha contraddistinti, un evento per il pubblico esperienziale, che non è solo guardare ma interagire. «Si entrava nei locali con una torcia, era tutto buio, quindi la si doveva usare per cercare le opere esposte – spiega Mascherpa –. Il secondo evento l'abbiamo organizzato in un parco, costruito giochi diversi in cui la gente doveva scegliere come interagire. L'ultima idea, ossia la mostra "Is this the end?" che inaugurerà sabato, ci è venuta inizialmente anche per cercare di conoscere nuovi artisti e persone che orbitano attorno all'arte, soprattutto giovani. In un primo momento avremmo voluto indire un concorso a premi, ma purtroppo le iscrizioni sono state poche, quindi abbiamo deciso di trasformare il concorso in una mostra collettiva con il contributo delle opere dei sette artisti che si erano iscritti inizialmente. «Questa mostra sarà meno interattiva e più collettiva – aggiunge l'artista –. Ci è venuta l'idea di giocare con la fine del mondo di cui si parla per il 2012, collegandola con l'arte, in cui è difficile emergere, creare qualcosa che andrebbe perduto. Abbiamo inserito anche alcune nostre opere presenti in mostre diverse, e altre del tutto nuove». Un esempio? In una sala del Broletto è stato allestito un ambiente surreale con oggetti che volano (rappresentano oggetti del mondo) tendendo verso un fulcro: un quadro in cui è rappresentata la fine del mondo. Interessante, infine, è la video installazione di Irene Pacini: una visione della fine del mondo interiore rappresentata da suoni e immagini caleidoscopiche, suoni catturati da macchinari, che sembrano quasi vivi.