Consumi, boom dei discount

ROMA La stretta sui consumi non accenna ad attenuarsi: anche in estate l'incertezza pesa sulle vendite, con i piccoli negozi in sofferenza e i discount che guadagnano, intercettando la domanda di chi vuole risparmiare. Ed è proprio mettere da parte qualche euro la preoccupazione principale, con la fiducia delle famiglie sulle loro condizioni economiche ai minimi storici nel mese di agosto. È questo il quadro che emerge dagli ultimi dati dell'Istat sul commercio al dettaglio e sulle opinioni dei consumatori. Guardando al giro d'affari raccolto dai commercianti, qualche segnale positivo arriva dal confronto di giugno con maggio (+0,4%), ma l'Istat registra comunque il terzo ribasso consecutivo su base annua, con un calo pari allo 0,5%. A restare a galla sono solo le spese alimentari (+1,3%) e gli acquisti fatti nei supermercati e nei discount (+3,9%). Gli italiani in tempi di crisi si mostrano così disposti a rinunciare ai marchi e restano indietro i negozi di quartiere, che cedono il 2,1%. Ancora meno confortanti sono i segnali che giungono dalla rilevazione sul clima di fiducia dei consumatori. L'Istat, infatti, torna a segnare ad agosto un calo dopo il miglioramento mostrato a luglio, con l'indice complessivo che si riavvicina al suo minimo storico. In particolare, una delle principali componenti della fiducia dei consumatori, relativa alle opinioni sulle condizioni delle famiglie registra il dato peggiore dall'inizio delle serie, ovvero dal 1996. A deteriorarsi sono soprattutto le valutazioni sulle possibilità di risparmio, sia attuali che future. Insomma le famiglie sembrano aver raggiunto i livelli minimi di spesa. Basti pensare, fa sapere la'associazione dei petrolieri, che i consumi di benzina stanno andando a picco: a luglio la diminuzione è stata pari al 6,7%, poco meglio è andata per il gasolio (-5,5%). Numeri che preoccupano tutti, dai commercianti ai consumatori. Per Confesercenti l'Italia «vive ancora una situazione di sacrificio e di grande incertezza: a partire dal sempre più frequente ricorso delle famiglie ai discount alimentari fino alla costante diminuzione degli acquisti no food». Federdistribuzione calcola come negli «ultimi cinque anni si sia verificato un calo complessivo delle vendite pari al -4,4%». Mentre, stando alle elaborazioni di Federconsumatori e Adusbef, solo nel 2012 la contrazione dei consumi potrebbe raggiungere il 5%.