Scola a Pavia per Agostino In duemila ad ascoltarlo
Il Chiostro di sant'Agostino dovrebbe essere consegnato ad ottobre 2013. 800mila euro il costo dei lavori, 350mila euro finanziati nell'ambito dei progetti per Expo 2015. E ancora, lavori per 2 milioni e mezzo sull'intero complesso di piazza San Pietro in Ciel d'Oro: ristrutturazione di refettorio e cucina, sala multimediale con accesso dal portone di santa Rita, la realizzazione di un percorso che partendo dal portone accanto alla facciata della basilica consentirà l'accesso anche ai disabili (per l'abbattimento delle barriere architettoniche l'ordine ha ricevuto un contributo dal Comune di 25mila euro). resta da sistemare la ferita dei giardinetti, coi loro vialetti in cemento armato ormai a pezzi. di Gabriele Conta wPAVIA I fedeli si accalcano sui gradini, nelle navate laterali, ovunque ci sia un posto libero. La basilica di San Pietro in Ciel d'Oro è gremita: oltre duemila pavesi sono venuti ad ascoltare il cardinale Angelo Scola. Ieri pomeriggio infatti l'arcivescovo di Milano ha celebrato il solenne pontificale per la festività di sant'Agostino. «Guardando con cuore rinnovato al suo grande santo – ha detto Scola durante l'omelia – Pavia sarà luce per tutta la società italiana e non solo». E infatti ad accogliere il cardinale c'erano tutte le autorità cittadine. I sacerdoti della diocesi sono seduti nelle prime file, e il vescovo concelebra il solenne pontificale insieme a Scola. Sotto l'altare i carabinieri e i vigili urbani in alta uniforme. «La diocesi di Pavia e quella di Milano hanno un legame stretto sin dai tempi di Agostino e Ambrogio», dice monsignor Giovanni Giudici prima dell'inizio della messa. Mentre continuano ad arrivare fedeli, il cardinale Scola spiega perché la lezione del vescovo di Ippona è ancora attuale. «Agostino visse i decenni travagliati della fine dell'impero romano – dice l'arcivescovo di Milano – e fu immerso in una società per molti versi simile alla nostra, scossa da continui cambiamenti e stretta dalla morsa della depressione economica». Una situazione simile a quella attuale. «Il cuore inquieto di Agostino è ancora di lezione all'uomo moderno – continua Scola, che parla davanti all'arca marmorea dove il santo è sepolto – e la sua instancabile ricerca è preziosa per noi oggi, che siamo immersi (e spesso sommersi) nel travaglio di questo inizio di Terzo millennio». Una situazione difficile, da cui Pavia non è certo esclusa. «Anche per il grande privilegio che avete di conservare l'urna di sant'Agostino, anche voi siete chiamati a riscoprire la fede», ha detto Scola. Che si è detto molto colpito dalla cerimonia di apertura dell'urna del vescovo di Ippona che si è celebrata nei giorni scorsi. «E' molto significativo che per accedere all'urna del santo la vostra tradizione richieda l'intervento simultaneo di quattro istituzioni che ne possiedono le chiavi: il vescovo, il sindaco, la comunità agostiniana e il capitolo della cattedrale – ha sottolineato Scola –. Questo singolare atto comunitario ha una carica simbolica assai attuale: dice la necessità della concordia. Esprime bene quel "concorso dei cuori" che nella Chiesa si chiama comunione e che nella società civile si chiama "amicizia civica", condizione essenziale per il buon governo». Durante l'omelia anche un riferimento alla crisi. «Il periodo travagliato che stiamo vivendo – ha detto ancora l'arcivescovo di Milano – domanda una giovinezza creativa della mente e del cuore». Ad ascoltare il cardinale infatti c'erano anche tantissimi giovani. E proprio a loro Scola si è rivolto durante l'omelia. «Spesso i giovani non lo lasciano trasparire, ma dietro i loro comportamenti magari trasgressivi in realtà sono mossi da una irresistibile domanda di senso», ha detto Scola. Che ha concluso ricordando la visita del Papa a Pavia, quando dagli Orti del collegio Borromeo citò proprio sant'Agostino. su Twitter @GabrieleConta