Boss mafioso preso ai Caraibi
PALERMO Arrestato in Venezuela il boss mafioso Salvatore Bonomolo, latitante dal 2007 e ritenuto un esponente di spicco della «famiglia» di Palermo centro, inserita nel mandamento di Porta Nuova. Il ricercato è stato catturato in un'operazione congiunta della Squadra Mobile di Palermo, del Servizio centrale operativo della polizia di Stato, dell'Interpol e della polizia venezuelana, a conclusione di un'indagine che era stata avviata nello scorso aprile. Bonomolo è stato bloccato il 24 agosto scorso, ma la notizia si è appresa solo ora, a Portamar, una città sull'isola caraibica di Margarita, che appartiene al Venezuela. Bonomolo, accusato di associazione mafiosa ed estorsione, è stato fermato nei pressi del centro commerciale «Sambil», uno dei maggiori di Portamar. L'indagine che ha portato alla scoperta del rifugio di Bonomolo in Venezuela si è basata essenzialmente su intercettazioni telefoniche e ambientali. Il boss ha infatti continuato a mantenere contatti con la sua famiglia, e in una delle conversazioni ascoltate dagli investigatori uno dei congiunti del mafioso parlava di «una persona che non può tornare in Italia e si è stabilita altrove per rifarsi una vita». I poliziotti hanno poi rilevato nei colloqui una sfasatura di circa sei ore, e questo ha fatto comprendere che doveva esserci di mezzo un fuso orario. Il campo delle ricerche si è ulteriormente ristretto dopo la scoperta di transazioni finanziaria eseguite dalla sorella di Bonomolo in bolivar, la valuta del Venezuela, e in favore di un tale Angelo Garofalo: era questo il nome di copertura usato dal latitante.