Il premier a Berlino Bene l'asta dei Ctz ma lo spread sale

di Lorenzo Robustelli wBRUXELLES In Europa la fase è delicata, ma non è drammatica. Ieri le aste dei titoli pubblici italiani e spagnoli sono andate più che bene, ma la Catalogna ha dovuto chiedere aiuto al governo di Madrid per saldare i suoi debiti. Un certo ottimismo trapela nei mercati, dove la domanda è stata «altissima», spiegano gli osservatori, ma si resta in bilico, tanto che Mario Draghi ha rinunciato a partecipare al convegno annuale della Federal reserve negli Stati Uniti. Resta a Francoforte il capo della Bce, per «i molti impegni» di questi giorni, spiega un portavoce. Con in tasca i quasi quattro miliardi incassati ieri dalle aste di titoli pubblici, Mario Monti si presenta oggi dalla collega Angela Merkel a testa alta per discutere sul futuro dell'Unione. Ieri incontro in tarda serata con il presidente della Commissione europea, Jose Manuel Barroso, per fare un quadro della situazione e delle prossime scadenze, ma le questioni più serie saranno sul tavolo oggi a Berlino. Il tre settembre è in programma un Eurogruppo, il sei un board della Bce, decisivo per capire come l'Eurotower potrà intervenire a difesa dell'euro. Il dodici la Corte costituzionale tedesca si pronuncerà sul Fondo salva-stati permanente Esm, nello stesso giorno nel quale la Commissione presenterà la sua proposta per la vigilanza bancaria unica e gli elettori olandesi si recheranno alle urne. Si lavora intensamente per salvare la moneta unica e darle un futuro più tranquillo. Gli investitori ricominciano a credere, almeno un po', all'Europa, anche se lo spread tra i nostri Btp decennali e i bund tedeschi è leggermente risalito a 448 punti base. Qui bene dunque, ma le preoccupazioni non finiscono mai. Ieri la Catalogna, la regione «modello» spagnola, quella dell'innovazione e dell'industria ha formalmente alzato le mani ed ha chiesto l'intervento del fondo governativo di salvataggio. Cinque miliardi. Non sono la fine del mondo, ma un sintomo preoccupante. Si teme che il federalismo spagnolo sia andato, economicamente, fuori controllo, e che possa esplodere. La Catalogna non è l'unica regione in difficoltà, è solo la più ricca. Giornate impegnative dunque, nelle quali Monti cerca di giocare la sua parte. Oggi vede la cancelliera tedesca. E subito dopo il pranzo di lavoro con il cancelliere, incontrerà il presidente della Bundestag, Norbert Lammer. Un'incursione nella tana dei custodi più severi del rigorismo di bilancio. Il nostro premier ha sempre difeso l'onore dell'Italia e non si è mai perso l'occasione di criticare la Germania ed anche qualche scelta di Merkel, però nello scenario europeo la leader tedesca è quella alla quale il presidente del Consiglio è politicamente più vicino, almeno sulle scelte per il futuro dell'Unione. Le politiche passano da lì ed sempre da lì che si discute con i partner più importanti. Merkel domani partirà per la Cina. Pechino è un grande mercato di esportazione, ma è anche molto corteggiata in Europa perché investa da noi e contribuisca a calmare gli spread. La cancelliera parlerà di questo con il collega Wen Jiabao, a nome di tutta l'Unione. E' più credibile di un Barroso o di un Herman Van Rompuy, che ha iniziato ieri da Madrid un giro di capitali per preparare il prossimo Consiglio europeo di ottobre. E' con Merkel oggi che Monti parlerà del «nuovo Trattato» per una maggior integrazione politica ed economica europea, le cui basi sono state poste dalla cancelliera e François Holland. Monti è più vicino alla tedesca in questa trattativa, lui e lei sono federalisti, il presidente francese è «statalista», come tradizione di Parigi, che ha poca voglia di mettere in comune le politiche o lasciare la barra di controllo ad enti comunitari. ©RIPRODUZIONE RISERVATA