Altri due anni e mezzo per il restauro del Duomo
VOGHERA Sono ormai sei anni che l'equipe di restauratori guidata da Gianvittorio Pontiroli sta lavorando per riportare all'antico splendore l'interno del Duomo di Voghera: «Ormai siamo a buon punto e stiamo rispettando la tabella di marcia- spiega Pontiroli - ma ciò non significa automaticamente che finiremo a breve. Finora abbiamo restaurato tutte le volte e la cupola centrale, ma abbiamo appena cominciato l'abside e poi dovremmo affrontare ancora il coro dell'altare maggiore e le pareti. Purtroppo non è possibile essere precisi, ma credo ci vorranno ancora almeno due anni e mezzo di paziente lavoro». Il restauro, finanziato in parte dalla parrocchia e in parte dalle Fondazioni Cariplo e Comunitaria, si è reso necessario per rimediare ai danni fatti in parte dal tempo ma soprattutto dall'umidità e dalle conseguenze delle tante candele accese negli anni. Gli affreschi, infatti, risalgono a un'epoca piuttosto recente: opera del milanese Rodolfo Gambini (ben visibile nell'ingresso) e del torinese Luigi Morgari (a cui fu affidata la splendida cupola centrale), sono stati commissionati ed eseguiti nei primi anni del ‘900 su iniziativa dell'allora arciprete don Biscaldi. «Cento anni - spiega ancora Pontiroli- possono non sembrare tanti per un affresco, ma bisogna tener conto delle pessime condizioni in cui sono stati conservati. Il primo grosso problema, ora quasi del tutto risolto con il rifacimento del tetto, la creazione di corridoi arieggiati all'esterno della struttura e massicce dosi di intonaco traspirante all'interno, era quello dell'umidità, che in alcune zone saliva fino a tre-quattro metri di altezza. Il secondo, apparentemente poco significativo, era quello delle candele: bruciando per anni, hanno prodotto una tenace patina di sporco che è andata a depositarsi sulle volte e sulle pareti insieme alla polvere. Tutti questi fattori hanno provocato gravi lesioni tanto agli affreschi quanto alle decorazioni (molte delle quali in lamina d'oro) e agli stucchi, senza contare le crepe che si sono aperte nel tempo e che dovremo necessariamente riparare con appositi collanti». Da pochi giorni sono stati montati i 7 piani di impalcature che consentono ai restauratori di raggiungere i 25 metri di altezza della volta dell'abside: qui, ad accomunare le diverse opere dei due pittori che vi hanno lavorato, sono le infiltrazioni di sali e acqua che le hanno pesantemente lesionate, e che verranno ricostruite nei prossimi mesi dai cinque membri della squadra che vi stanno lavorando sotto la stretta vigilanza di due soprintendenze milanesi, quella per i beni architettonici e quella di Brera. Un altro problema della chiesa, anch'esso ora risolto, era la mancanza di luce: le vetrate colorate (peraltro non in buone condizioni) rendevano difficile ammirare le numerosissime decorazioni e conferivano al duomo un'atmosfera cupa oggi debellata grazie alla scelta di sostituirle con vetri trasparenti, più semplici e luminosi. Serena Simula