L'Edimes riparte, le chiavi ai giovani

PAVIA Francesco Benevelli si presenta al primo allenamento della seconda stagione della Edimes in C nazionale carico di pizze, focacce e bibite: l'altro ieri era il suo 24esimo compleanno ed ha voluto inaugurare così il secondo anno nelle file dell'Edimes. E' cominciato così il raduno della squadra di C nazionale, con Romano Petitti abbronzatissimo, dopo due mesi di vacanza, e desideroso di cominciare. Lo si capisce da come va a salutare Francesco Rossi, il play che parte titolare e che con Francesco Di Giovanni costituisce la scommessa più intrigante della stagione. «E' il mio primo anno da senior, per questo Pavia rappresenta una tappa decisiva nella mia carriera – spiega Rossi, 19 anni ancora da compiere – importante sarà ambientarsi in fretta. Le mie caratteristiche? Sono un play di tipo tradizionale, cerco di far girare la squadra, prima di pensare a me stesso. Allenandomi con la serie A a Biella sono migliorato sia nella lettura del gioco che a livello tecnico, tanto che non mi spaventa pensare di guidare la squadra verso le prime posizioni. Ho già vissuto lo scorso anno l'esperienza in C1 a Biella, fino ai play off. E' stata un'esperienza importante». Rossi appare molto carico: «Questa stagione potrebbe rappresentare il trampolino di lancio per il mio futuro – dice –. Fare tante amichevoli è il modo migliore per conoscersi e fare gruppo». Stefano Di Giovanni i 19 anni li ha già compiuti, è ancora più teso di Rossi, ma appena prende in mano la palla, l'emozione si volatilizza. «Dare in mano a due ragazzi la regia di una squadra che punta alla promozione è una scommessa, che io e Francesco vogliamo vincere – spiega il regista nato e cresciuto a Magenta –. Se siamo venuti a Pavia è per dimostrare che si può fare affidamento sui giovani anche per obiettivi ambiziosi, cosa che non fanno molte squadre». Petitti è convinto che se un giocatore è bravo, lo è sempre. «Ha ragione, ma si ha sempre timore a dare responsabilità ai giovani – afferma Stefano –. Noi possiamo ancora crescere, specie nelle mani di un allenatore esperto come Petitti. Le mie caratteristiche? Si completano con quelle di Rossi, io cerco di più la velocità, l'arresto e tiro, la penetrazione, magari un bottino di punti superiore, perché sono più realizzatore, anche se nel processo di crescita devo anche pensare a far girare la squadra. Per ora so che entro dalla panchina per "spaccare" la partita». In C regionale a Magenta Di Giovanni ha avuto modo di mettersi in luce: «E' stata una bella stagione, con la ciliegina dell'All Star Game di categoria a Calolziocorte. Pavia? Sono venuto a giocare con le giovanili e poi per fama, perché ha avuto per anni la squadra in serie A». Maurizio Scorbati