Gropello, lamentele per l'incuria in centro

GROPELLO «Ben 26 piante su 40 sono morte. E se già questo non è un bel vedere, la stessa incuria la si nota vicino al palazzo comunale, con aiuole aride e bandiere che sembrano stracci». A parlare così sono i membri del circolo di Rifondazione comunista di Gropello. Che pochi giorni fa hanno scritto una lettera indirizzata all'amministrazione comunale per protestare contro l'incuria. Non usano mezzi termini i membri del circolo. «In questa estate il clima è stato torrido, i cittadini in vacanza e l'amministrazione assente», scrivono dalla sede locale di Rifondazione comunista. Che definiscono Gropello Cairoli «un paese arido, disorganizzato, poco attraente e mal curato». «I cittadini ci hanno segnalato il proprio dissenso verso l'incuria che sembra regnare nel nostro paese – si legge infatti nella lettera spedita nei giorni scorsi –. L'aspetto più desolante lo si incontra percorrendo la via principale – continua la lettera – dove più della metà delle piante presenti sono completamente prive di vita». Ma il documento non si ferma qui. «Quartieri, vie e giardini pubblici sembrano tristemente abbandonati al volontariato privato – scrivono i membri del circolo di Rifondazione –. Per questo facciamo un accorato appello al sindaco e alla giunta, per non far sembrare Gropello Cairoli una città dimenticata». Giuseppe Chiari però rimanda al mittente tutte le accuse. «Innanzitutto vorrei ricordare che prima delle piante di via Libertà vengono i servizi sociali – ribatte il primo cittadino di Gropello –. In questo momento infatti c'è una vera e propria emergenza in paese, con file di gente che viene in Comune per chiedere un aiuto». Insomma, le piante non sono l'emergenza più grande della città. «Tra l'altro sono state messe dalla precedente amministrazione – aggiunge Chiari – che non aveva considerato che queste essenze non erano per niente adatte al nostro clima». Molte delle piante di via Libertà infatti sono morte durante l'inverno, uccise dalle temperature polari dei primi mesi dell'anno. «Un agronomo ci ha fatto una consulenza gratuita, spiegandoci come non fossero adatte alle nostre temperature – continua Chiari –. Tra l'altro quelle piante costavano anche tanto al bilancio comunale, circa 1500-2000 euro all'anno per la potatura, perché crescevano moltissimo e avevano bisogno di interventi frequenti di manutenzione». Un costo che ora non c'è più. «Appena avremo i fondi e le disponibilità le sostituiremo, piantando questa volta delle piante più adatte ai nostri climi – sostiene il sindaco di Gropello Cairoli –. Ma ai membri del circolo di Rifondazione comunista vorrei far notare che prima delle piante ci sono altre emergenze. Come i servizi sociali, sempre più in sofferenza per i tagli del governo centrale». su Twitter @GabrieleConta