«Vallanzasca non lavora più qui»
BERGAMO Travolta dal clamore e dalla reazione dei familiari delle vittime, delle istituzioni e della gente comune, la titolare del negozio di abbigliamento di Sarnico dove l'ergastolano Renato Vallanzasca ha lavorato in regime di semi-libertà nelle ultime settimane, ha deciso di licenziarlo. La donna, Maria Fiore Testa, l'altro ieri ha inviato un fax al carcere di Bollate, dove Vallanzasca è detenuto, per chiedere che il progetto venga interrotto. «Tengo a sottolineare - ha spiegato la titolare dell'attività all'Eco di Bergamo - che Renato non c'entra niente con questa decisione, lui si è sempre comportato bene, sono io che forse non avevo ben misurato che il suo nome, purtroppo, si porta dietro troppo dolore e una notorietà che non gli dà scampo». Critico Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. «Negli ultimi giorni - dice - si è scatenata una caccia mediatica all'uomo, impedendo la prosecuzione di un progetto di reintegrazione a cui da tempo gli operatori penitenziari erano impegnati. Vallanzasca non ha potuto proseguire in una attività nella quale era positivamente coinvolto». Per il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, invece, «c'era un problema di opportunità e sensibilità locale che era giusto rispettare».