Operaio delle Fs perde un braccio
di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Un piede che scivola, la caduta sui binari proprio mentre il treno si sposta e quel dolore lancinante a un braccio. Poi il buio. Giuseppe Ratone, 54 anni, pavese, operaio al centro di smistamento delle Ferrovie a Milano, ha perso il braccio destro, tranciato di netto dalle ruote di un convoglio. E' accaduto gl'altra mattina, poco dopo le 9, al centro di smistamento merci tra Milano e Segrate, che si trova tra la tangenziale Rivoltana e la linea ferroviaria Milano-Venezia. L'uomo si trova ora ricoverato in ospedale, al San Raffaele di Milano, in prognosi riservata. E' stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico ma non è stato comunque possibile salvare e reimpiantare l'arto amputato. E' stato grazie al coraggio e alla prontezza di un collega che l'operaio pavese si è salvato. Dalla cabina di pilotaggio, dalla quale si manovrano gli scambi, il collega ha assistito all'incidente. Ratone, che stava coordinando via radio le operazioni di agganciamento di un vagone al resto del treno, ha perso l'equilibrio. Ed è caduto sui binari sottostanti. Non ha avuto il tempo di ritrarsi o alzarsi. Il collega, dalla cabina di controllo, ha subito fermato le macchine ma non è riuscito a evitare lo schiacciamento. E' sceso in soccorso di Giuseppe Ratone, tamponando la ferita per fermare almeno l'emorragia. E probabilmente gli ha salvato la vita. Nell'area di smistamento sono riusciti ad accedere anche i mezzi di soccorso. Con un'ambulanza del 118 è stato portato in ospedale, al San Raffaele. L'intervento, in sala operatoria, è durato diverse ore, fino al tardo pomeriggio. Una disgrazia. Ratone è un operaio esperto, lavora per le Ferrovie dello Stato da almeno trent'anni. Pendolare da Pavia, dove vive con la famiglia in via De Gasperi, una traversa di strada Paiola. Quella manovra l'ha coordinata migliaia di volte. «Questo tipo di lavoro anche per le condizioni ambientali in cui si svolge, ha una percentuale di rischio piuttosto elevato – commenta Giancarlo Barbarossa, coordinatore regionale settore Ferro della Filt-Cgil – . La composizione di tremi merci in un terreno fatto di ferro e sassi nasconde insidie. E poi i lavoratori sono sottoposti a turni lunghi, in condizioni di sicuressa spesso precarie e senza i dovuti corsi di aggiornamento in materia. Era da tempo che non si verificava un infortunio così grave». POco prima della riforma sulle pensioni quello di Ratone era inserito nella lista dei lavori usuranti per cui era possibile scegliere la pensione a 58 anni. «Le cose sono cambiate e questi lavoratori devono rimanere in servizio più a lungo – dice Barbarossa –. La sicurezza però deve rimanere una priorità assoluta sia per i dipendenti sia per gli utenti. Per questo chiederemo al più presto di convocare un tavolo con l'azienda». ©RIPRODUZIONE RISERVATA