Bce, lo scudo anti-spread solo a settembre

MILANO La Bce attenderà fino al giudizio della Corte costituzionale tedesca, che il 12 settembre dovrà decidere se il fondo permanente salva-Stati europeo Esm viola o meno la Costituzione tedesca, prima di annunciare i dettagli del piano per l'acquisto di titoli di Stato di Paesi in difficoltà dell'Eurozona. Lo scrive Bloomberg, citando fonti monetarie. No comment da parte della Bce sulle indiscrezioni. Le attese di possibili annunci sul piano già dopo la riunione del Consiglio direttivo della Bce del prossimo 6 settembre andranno deluse, dicono le fonti, in quanto il programma è ancora in via di elaborazione. Ma la Bce si prepara a varare le misure anti spread. Allo studio c'è un target per la banda di oscillazione dei rendimenti per i titoli di Stato di cui sta valutando l'acquisto nel quadro del piano anti-spread che dovrà aiutare i Paesi più in difficoltà dell'Eurozona. Lo ha scritto ieri l'agenzia di stampa Reuters, citando fonti monetarie. L'opzione della banda di oscillazione starebbe guadagnando favori tra i banchieri centrali europei anche se appare ancora incerto se sarà riferita ai rendimenti o agli spread. Il piano non sarà deciso nei dettagli prima della riunione del Consiglio direttivo della Bce del prossimo 6 settembre, durante il quale non ci dovrebbero essere quindi annunci al riguardo. Sui listini sono tornati gli ordini d'acquisto e così Parigi (+0,02%), Francoforte (+0,31%), Madrid (+0,38%) hanno chiuso in positivo mentre Londra è risultata invariata. A Milano, il Ftse Mib ha chiuso a -0,49% mentre il All Share ha ceduto lo 0,43%. Le banche, nonostante il recupero dello spread sul finale in area 434 punti base, hanno pagato cali generalizzati. Lo spread tra il Btp e il bund tedesco archivia la settimana in rialzo a 436 punti base col tasso sul decennale italiano in crescita al 5,71%. Nel corso della seduta ha sfiorato anche i 450 punti (449). Il differenziale della Spagna si attesta a 506 punti base, dopo essere salito fino a 516 punti. Il rendimento dei Bonos è al 6,41%. Giù Fiat (-3,7%) che si è mossa male come tutto il settore auto dopo che i dati sulle immatricolazioni delle principali case tedesche hanno messo in luce una flessione delle vendite in Europa. In controtendenza Enel (+1,2%) grazie alle rassicurazioni sul target di indebitamento 2012. Sul mercato dei cambi, l'euro resta ben ancorato sopra quota 1,25 dollari a 1,2557 (1,2552) e scambia a 98,72 yen (98,68). Il rapporto fra dollaro e yen è pari a 78,63. Per quanto riguarda il petrolio, il Wti sale dello 0,88% a 97,12 dollari.