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di Alessandro Cecioni wROMA «Vorrei che la Grecia restasse nell'euro». La frase chiave Angela Merkel la pronuncia appena finito l'incontro con Antonis Samaras, il premier greco, che ha scelto Berlino per la sua prima visita ufficiale all'estero. Ed è la prima volta che la cancelliera tedesca dice in modo diretto quello che, a sentire lei, «pensano tutti i ministri del governo tedesco». Una dichiarazione che apre verso un possibile accordo su più tempo alla Grecia per rientrare dall'abisso in cui è sprofondata in almeno dieci anni di finanza allegra e conti truccati. Una frase coraggiosa, che mette Angela Merkel contro i falchi del suo partito. «Non possiamo mettere a disposizione altri soldi - aveva detto poche ore prima il capogruppo CduCsu, Kauder, in tv – e per l'euro un'uscita della Grecia non sarebbe un problema». «Voglio dire con molta chiarezza che, in tutta questa crisi – dice ancora Angela Merkel – ho sempre detto che la Grecia fa parte dell'Eurozona e che desidero che resti membro dell'Eurozona. Questo è il principio che ha guidato tutti i nostri colloqui». «La cancelliera andrà incontro alla Grecia – commentano dall'Spd, i socialdemocratici – il governo sta lavorando dietro le quinte per trovare un accordo con Atene. Ma Merkel deve fare però chiarezza fra i suoi». Questi i risvolti interni, la campagna elettorale già aperta. Poi ci sono gli aspetti continentali. «Più di una semplice moneta – dice ancora Angela Merkel al termine dell'incontro con Samaras – l'euro incarna l'idea di una Europa irreversibile». Al premier greco non resta che confermare i suoi impegni. «Voglio dare tre messaggi: primo, otterremo dei risultati; secondo, stiamo facendo fronte a due deficit nello stesso momento: il deficit di bilancio e quello di fiducia nel Paese; terzo, la crescita economica è di un'importanza cruciale per permetterci di far fronte ai nostri obblighi». Sui giornali tedeschi due giorni fa sono apparsi i risultati di un'indagine della Banca d'Irlanda su quale sia il paese europeo che ha fatto i maggiori tagli di bilancio dal 2010: la Grecia, con oltre il 20% del Pil. «Noi – dice ancora Samaras – rispetteremo i nostri impegni e già lo stiamo facendo. Sono convinto che il rapporto della troika (Fmi, Uce e Bce ndr) dimostrerà che la nuova coalizione di governo porterà dei risultati». Già, il rapporto della troika. Anche per Angela Merkel sarà quello l'elemento determinante per ogni decisione in merito a un eventuale allentamento dei tempi di rientro. «L'ho detto e lo ripeto – dice la cancelliera – la base logica per decidere è il rapporto della troika che non è ancora disponibile, dobbiamo aspettarlo ed è di questo che abbiamo discusso oggi. Voglio anche dire che farò di tutto per aiutare la Grecia a rispettare gli impegni che ha assunto». E ancora: «Sono profondamente convinta che il nuovo governo del premier Samaras farà tutto il possibile per risolvere tutti i problemi del Paese. Sappiamo che vengono chiesti grandi sacrifici ai cittadini greci. Cinque anni di recessione rappresentano un cammino molto difficile e noi abbiamo sempre detto che sosteniamo la Grecia nei suoi sforzi». «Siamo un Paese molto orgoglioso – le risponde Antonis Samaras – e non ci piace essere dipendenti da soldi altrui. Vogliamo essere autonomi, uscire dalla crisi. E lo faremo. La Grecia ha enormi risorse inutilizzate, ha molti vantaggi competitivi, un patrimonio nazionale molto ricco e importanti risorse umane». Oggi Samaras vola a Parigi, da Hollande. Merkel ieri gli ha detto chiaro che l'asse franco-tedesco è solido, che non si aspetti cedimenti da Parigi. Intanto è partito il giro del presidente del Consiglio europeo Van Rompuy: oggi sarà a Madrid, poi il 4 settembre andrà a Berlino e il 5 a Parigi. A Berlino, la prossima settimana, arriva invece Monti. Il tempo stringe, la crisi morde. ©RIPRODUZIONE RISERVATA