Caro-benzina, via al boicottaggio
ROMA La scarsa concorrenza e le tante tasse che alzano il prezzo, le conseguenze che l'innalzamento dei prezzi può avere sull'inflazione trascinandosi dietro, a cascata, altri aumenti. I carburanti continuano a tenere banco. Federconsumatori e Adusbef sono sicure: «Si continua a sottovalutare colpevolmente il forte impatto che l'incremento del costo dei carburanti continua ad avere su prezzi e tariffe». Secondo i calcoli dell'Osservatorio Nazionale Federconsumatori si stima «un incremento dell'1,1% del tasso di inflazione». «Come abbiamo già calcolato, alla luce degli incredibili aumenti dei prezzi dei carburanti - dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti - la stangata per gli automobilisti sarà pari a ben 768 euro. Di cui solo 420 in termini diretti, vale a dire per i pieni di benzina. I restanti 348 euro, invece, sono dovuti alle ricadute in termini indiretti». Le due associazioni ricordano che «non solo i beni di largo consumo sono trasportati essenzialmente su gomma (per oltre l'80%), ma che anche le stesse tariffe praticate da professionisti e artigiani (che tengono conto dei costi della loro mobilità) verranno caricate a causa dei maggiori costi dei carburanti, provocando così, secondo i calcoli dell'Osservatorio Federconsumatori, un appesantimento del tasso di inflazione per l'1,1%». Trefiletti e Lannutti ritengono «urgente intervenire su questo versante, accelerando il processo di liberalizzazione, eliminando le intollerabili speculazioni che avvengono nel settore e ribaltando l'andamento della tassazione, così come si comincia a fare in Francia, dove, evidentemente, non sottovalutano i rischi che i prezzi dei carburanti elevati comportano in tema di politica economica più in generale». Codacons, invece, calcola l'aumento, rispetto al 2011, per il pieno del viaggio di rientro dalle vacanze: 22 euro. E il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, lancia il boicottaggio dei distributori più cari. «Invitiamo gli automobilisti ad effettuare rifornimento solo nei giorni e negli impianti che effettuano promozioni e sconti, boicottando quelli che applicano listini più elevati, allo scopo di speculare sul rientro dalle vacanze» conclude Rienzi. Eccessiva tassazione e assenza di concorrenza nella distribuzione dei carburanti: queste le cause principali che stanno rendendo il mercato italiano il più caro per il rifornimento alla pompa, secondo la Cna-Fita che chiede al governo la sterilizzazione dell'iva sulle accise e la liberalizzazione della distribuzione dei carburanti.