Pavia pronta a dismettere un'auto blu
«Le due auto blu della Provincia non sono un privilegio, ma uno strumento per un'amministrazione che ha deciso di non stare nel palazzo, di vivere e conoscere il territorio, dando pari dignità ad ogni angolo della provincia». A parlare è la vice presidente della Provincia Milena D'Imperio, che si inserisce nella polemica sulle auto blu degli enti locali che il ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi ha definito ancora «troppe», nonostante un taglio da 280 milioni in due anni. «La Provincia, dismettendo 25 mezzi del parco auto ha dimostrato un serio impegno nel contenimento della spesa – spiega D'Imperio –. Le auto a disposizione di presidente e assessore a seconda delle necessità sono più che altro auto aziendali, usate per motivi di lavoro. È importante capire, pur nell'insofferenza verso la politica, che a livello di Comuni e Province sprechi di questo genere sono molto limitati: si utilizzano le auto blu per motivi di tempo». Il buon proposito per l'anno prossimo? «Imporre l'uso dei mezzi pubblici quando si può. E cercare di trasformare il parco mezzi in ibrido ed elettrico, per dare il buon esempio», chiude D'Imperio. di Anna Ghezzi wPAVIA Secondo i dati ufficiali, le auto blu con autista pagate dai contribuenti in Italia sarebbero 64.524. Ma in provincia di Pavia i numeri sono più piccoli: due le auto blu del capoluogo, una a Voghera. E zero a Vigevano, perché una delle prime mosse del sindaco leghista Andrea Sala era stato vendere l'Audi A6 ed eliminare la mansione di autista da quelle previste nell'organico del Comune. Quanto ci costano? La Peugeot è stata acquistata quest'anno per poco più di 13mila euro dopo averla avuta in comodato per due anni da una concessionaria; la Volvo è affittata da Asm. In tutto, nel 2011, sono costate 6783 euro più lo stipendio degli autisti, circa 54mila euro. Ma ora che di autista ne è rimasto solo uno, a fine anno la Volvo sarà dismessa. Il Comune, poi, paga anche bollo e assicurazione – circa mille euro – per una Opel del 2004 che ha ceduto in comodato d'uso gratuito al tribunale. A Voghera, invece, la Libra costa circa 2710 euro all'anno, ma viene usata sempre meno perché ormai vecchia 12 anni e malandata. A guidarla è un messo che fa anche l'autista, negli orari d'ufficio. Nella classificazione del ministero, che ogni anno chiede gli enti locali un "censimento" del parco autovetture, esistono le auto "blu blu"di rappresentanza, le auto blu con autista ma "di servizio" e poi quelle grigie, a disposizione di uffici e settori. Per queste ultime i numeri sono più elevati: venti le auto a disposizione dei settori del Comune di Pavia (cui aggiungere le 17 della Polizia locale), per le quali si spendono circa 12377 euro l'anno, poco più di un decimo della spesa totale (101159 euro) per l'intero parco di 95 mezzi. Sono invece 23 le vetture a disposizione del Comune di Vigevano, poco meno di 13mila euro la spesa annua. Il Comune ha anche 74 automezzi di proprietà, ne ha dismessi sei, nel 2011 aveva speso in tutto circa 165mila euro. A Voghera, infine, sono 17 le auto comunali e costano 18550 euro all'anno. «Abbiamo dovuto acquistare la Peugeot che avevamo in comodato da due anni perché questa volta nessuno ha risposto al bando per la fornitura gratuita – spiega Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia – La usano assessori e dirigenti, io la utilizzo molto per andare a Milano, in aeroporto, in giro per l'Anci, mai a Pavia. Spesso la usiamo per spedire i faldoni alla Soprintendenza per le pratiche edilizie: si risparmia tempo e denaro rispetto alla posta». Perché serve l'autista? «Così nel tempo dello spostamento posso lavorare – spiega Cattaneo – , Un'auto per tutti è ragionevole, l'alternativa in alcuni casi sarebbe il taxi o il noleggio con conducente, e non so quanto si risparmierebbe». Di diverso avviso il collega Andrea Sala, di Vigevano: «Non serve avere l'auto blu. Se serve, uso la mia auto, oppure ci organizziamo con gli uffici: soprattutto per andare a Milano, organizziamo in modo che mentre io o gli assessori vanno alle riunioni, qualche dipendente sbriga pratiche negli altri uffici. E ci aspettiamo a vicenda: per una città come Vigevano non serviva a molto».