Infrastrutture, niente Iva Agenda digitale e giovani
ROMA Meno fisco per realizzare le infrastrutture ma anche meno fisco sul lavoro per rimpinguare le buste paga con un occhio ai giovani. Si va definendo sempre più dettagliatamente il menù sul quale punta il governo per rilanciare la crescita nel Paese. Un menù che, come noto, sarà accompagnato anche dalla partita sulla riduzione del debito basata soprattutto sul programma delle dismissioni (come da piano Grilli). E per trovare risorse arriverà anche la terza fase della spending review. Molte le idee circolate nonostante la pausa estiva. Ma le "regine" dell'estate sono senza dubbio il taglio all'Irpef e quello al cuneo fiscale. Per quanto riguarda la prima ipotsi, è stata decisamente smentita dal presidente del Consiglio. Per la seconda si è ancora allo stato di ipotesi. Ma - fanno notare molti analisti - mancano perfino i 6 miliardi per evitare l'aumento dell'Iva nel 2013, figurarsi se si potranno ridurre le tasse. Idea peraltro già esclusa, al momento, anche dal Premier Mario Monti. Ecco in sintesi i diversi dossier che arriveranno oggi sul tavolo del Governo e le ipotesi avanzate ma difficili da realizzare per mancanza di risorse. Meno Irpef e meno cuneo. Le due misure hanno un comun denominatore. Costano moltissimo: 5 miliardi per ogni punto Irpef in meno sulla fascia più bassa e 10 miliardi come intervento minimo sul cuneo fiscale per i lavoratori. Le voci si rincorrono. Ma l'intervento potrebbe essere preso in considerazione solo in tempi (finanziariamente) migliori. Difficile se ne parli oggi in Cdm se non nella versione «sperimentale» avanzata da Fornero. Zero Iva per infrastrutture. Sterilizzazione totale dell'Iva per realizzare nuove infrastrutture. Questo potrebbe avere un impatto di 5-6 punti sul Pil. L'idea piace a Squinzi, Bersani, Catricalà e Ance. Inoltre al prossimo Cipe si discuterà della Orte-Mestre: vale circa 10 miliardi. Start up e semplicazioni. L'obiettivo è aiutare la nascita di nuove imprese, le start up riunendo in un unico fondo le risorse già disponibili, pari ad alcune decine di milioni di euro, ma finora non utilizzate a pieno. Toccherà poi alle semplificazioni burocratiche (ad esempio la Via-sprint) a favore delle imprese, più volte richieste dalle associazioni imprenditoriali (con le quali Monti potrebbe fare il punto il 5 settembre), e alla banda larga (con l'implementazione dell'Agenda digitale per annullare entro l'anno prossimo il digital divide con la diffusione della banda ultralarga), accompagnata da una spinta all'e-commerce e all'e-government. Lavoro e giovani. Il ministro Fornero annuncia misure per favorire il lavoro dei più giovani. Già è partita l'Srl semplificata con capitale a 1 euro. Un'idea la ribadisce il sindacato: credito di imposta per l'assunzione dei giovani. Italia verde. Recupero e valorizzazione delle aree industriali dismesse, decarbonizzazione dell'economia, sicurezza del territorio e corretta gestione di rifiuti e acqua. È la strategia del ministro dell'Ambiente Corrado Clini, insieme a pedaggi più leggeri per chi inquina meno in autostrada. Meno aeroporti e piano casa. Dovrebbe arrivare il piano nazionale per gli aeroporti, una sorta di graduatoria per eliminare quelli meno utili, a cui sta lavorando il viceministro alle Infrastrutture Mario Ciaccia. A lui spetta anche definire gli accordi di programma per Roma e Venezia, tema particolarmente sentito da Adr. Alle Infrastrutture si lavora anche al capitolo edilizia, entrato finora in più provvedimenti del governo ma per il quale potrebbero arrivare nuovi incentivi. E si procede sul piano casa che punta a mobilitare risorse per 2 miliardi. Piano energia. Si metterà innanzitutto mano al piano energetico nazionale, incentrato su quattro priorità: efficienza energetica, trasformazione dell'Italia in hub del gas sud-europeo, sviluppo ma questa volta «sostenibile» delle rinnovabili e rilancio della produzione nazionale di idrocarburi. Il capitolo più complicato è proprio l'ultimo, lo stesso che potrebbe dare il maggiore slancio all'economia (il ministero stima un aumento di Pil di quasi mezzo punto con una riduzione della bolletta energetica di 6 miliardi l'anno) e all'occupazione (con 25.000 posti di lavoro stabili in più). Terremoto e Ilva. Tra gli argomenti che non compaiono all'ordine del giorno del Cdm ma che dovrebbero essere trattati: la proroga allo stop dopo il sisma per le tasse di Lombardia, Veneto, Emilia Romagna. E la crisi dell'Ilva e, se necessario, il finanziamento degli ammortizzatori sociali. Scuola. Assunzioni di insegnanti (21.112) e presidi (1.213 presidi) ed esame preliminare del provvedimento per avviare la valutazione del nostro sistema di istruzione: ci sarà anche questo nella lunga scaletta di temi all'ordine del giorno del consiglio dei ministri di oggi.Le immissioni in ruolo erano state già annunciate nella prima decade di agosto dallo stesso ministro e ora, ottenuti tutti gli ok necessari, saranno formalizzate con un decreto che le autorizza. Per quanto riguarda gli Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi), invece, ci sarà probabilmente ancora da aspettare un po': per il momento non è stato ancora ipotizzato un numero preciso di nomine perchè la questione si intreccia, tra l'altro, con alcuni passaggi previsti dalla revisione della spesa pubblica.