La Juventus si è attrezzata per il bis
di Andrea Sini Lo scudetto tricolore sul petto, nessuna stella (per protesta) sulla maglia e un trofeo già portato a casa, tanto per iniziare bene la stagione. Per il primo anno del dopo-Del Piero, la Juventus riparte dal titolo di campione d'Italia conquistato sei anni dopo l'uragano Moggiopoli e dalla Supercoppa vinta a Pechino contro il Napoli, con tante certezze ma anche qualche grattacapo. Per esempio la squalifica di Antonio Conte per omessa denuncia di una combine risalente ai tempi di Siena: il tecnico bianconero, al quale era stata respinta una richiesta di patteggiamento per tre mesi, non potrà andare in panchina per 10 mesi, praticamente tutto il campionato. Si è, invece, chiusa nel migliore dei modi la vicenda relativa alla posizione di Leo Bonucci e Simone Pepe: entrambi hanno rifiutato il patteggiamento, entrambi sono stati assolti in primo grado dalla Procura federale. E dopo la riapertura del processo, anche le sentenze di secondo grado hanno dato ragione ai due bianconeri. La società, che sin dall'inizio aveva dato pieno appoggio ai tesserati coinvolti nei vari processi, alla fine è uscita decisamente bene dal pantano di Calciopoli. In panchina non ci sarà Conte, ma Massimo Carrera, d'accordo, ma per come si erano messe le cose si può parlare di una piccola vittoria. Dilemma top player. Alessandro Del Piero non c'è più e non sarà facile trovare un giocatore dotato di altrettanto carisma. Serve un top player, e serve proprio in quel ruolo. Il principale oggetto dei desideri era Robin Van Persie, che dopo aver rotto con l'Arsenal e non averne voluto sapere di ridursi l'ingaggio (8 milioni) si è accasato a Manchester, sponda United. La dirigenza bianconera ha sondato a lungo anche altre due piste, quelle che portano a Stefan Jovetic (troppi i 30 milioni chiesti dalla Fiorentina) ed Edin Dzeko. Esclusi anche questi due arrivi, l'attenzione si è concentrata tutta sul basco Fernando Llorente, per il quale però è necessario sborsare una cifra molto consistente (l'Athletic Bilbao non scende sotto i 36 milioni). E allora, a questo punto, non sembra così malvagia l'ipotesi di confermare Alessandro Matri. Le novità. Partito senza lasciare grossi rimpianti Milos Krasic (regredito da possibile stella a oggetto misterioso in appena un anno), salutati Borriello, Elia e Grosso, a Torino sono arrivati pezzi da novanta come Asamoah, Isla, Giovinco e Lucio, anche se l'ex centrale dell'Inter è stato protagonista di un precampionato da incubo. Sebastian Giovinco ha l'ennesima chance con la sua squadra del cuore, mentre Pogba è un '93 di sicuro avvenire, come intravisto nel trofeo Berlusconi. Resta Lichtsteiner, nonostante le avances (nemmeno troppo convinte) del Paris Saint Germain. I "vecchi". L'intelaiatura della squadra è rimasta comunque la stessa rispetto alla formazione scudetto dello scorso campionato, e questo può essere uno fra i punti di forza dei bianconeri. I vari Buffon, Barzagli, Chiellini, Marchisio e Pirlo sono certezze alle quali aggrapparsi in qualsiasi momento. Le concorrenti non hanno fatto follie, può arrivare il bis. ©RIPRODUZIONE RISERVATA