Senza la sua piazza il Crosione è spento

PAVIA Un piccolo angolo di verde in mezzo a tante palazzine, qualche panchina e un anziano signore seduto all'ombra delle poche piante rimaste; questo è lo scenario di Piazzale Crosione oggi. Il pensionato che si riposa sulla panchina è Luigi Cappelletti di novant'anni, dice di aver acquistato la casa nel quartiere anni fa e che quello che gli piaceva di più era la piazza, ampia, curata e frequentata da tanta gente, ora invece commenta «rimane solo la panchina sulla quale sono seduto e questi pochi alberi a ripararmi dal sole». Piazzale Crosione ha mutato fisionomia da quando sono stati aperti i cantieri per la realizzazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e servizi di quartiere, lavori che hanno un costo di 3.565.000 euro e sono in corso da anni, come testimonia il cartello all'ingresso del cantiere che riporta come data di consegna lavori quella del 03-12-08. «Il progetto di realizzazione delle palazzine popolari è cominciato con l'ormai ex giunta Capitelli» rileva il titolare della farmacia di Via Trento, Dott. Roberto Braschi, che aggiunge «i lavori procedono a rilento e ancora non è ipotizzabile una data entro i quali possano venir conclusi e conseguentemente possano venir assegnati gli appartamenti». Il farmacista prosegue la sua analisi facendo notare che da quando sono cominciati i lavori è cambiata la viabilità della zona, arrecando un danno a tutti gli esercizi commerciali che hanno visto calare sensibilmente la clientela «il passaggio è diminuito; inoltre non ci sono parcheggi a sufficienza, se la gente deve fermarsi non trova posto, in prossimità della farmacia poi non è presente neanche un parcheggio per i diversamente abili». Molti i negozi della zona che hanno chiuso le saracinesche o hanno cambiato gestione negli ultimi anni. La signora Manuela, che ha aperto una merceria da tre mesi, fa notare che il quartiere andrebbe rivalutato ed andrebbero promossi lavori di riqualificazione «in questo ne troverebbe giovamento anche il commercio». Il signor Gabriele, che dichiara di aver vissuto nel quartiere da giovane ed ora si è trasferito, evidenzia il fatto che una volta c'era spazio verde in abbondanza, mentre adesso non resta più nulla «i miei figli non avrebbero lo spazio dove poter giocare in tranquillità» commenta e aggiunge «è paradossale, al giorno d'oggi tutti lottano per avere aree verdi, noi che avevamo la fortuna di averla l'abbiamo azzerata». Dello stesso avviso è anche il Dott. Braschi che dice «la Piazza dovrebbe esser il luogo d'incontro per eccellenza, fulcro della vita sociale e tessuto connettivo di ogni realtà cittadina, qui c'era ed ora non c'è più», il farmacista si augura che al più presto vengano promossi interventi per ridare luce alla zona «la gente ha bisogno di riappropriarsi degli spazi che gli sono stati sottratti, solo in questo modo il quartiere può tornare a vivere e per far questo c'è bisogno di nuovi parcheggi, aree verdi ed arredo urbano curato». Luca Drisaldi