«Basta politici gratis allo stadio»

ROMA Politici allo stadio gratis? Ora basta. Da Viterbo a Pescara, dalla seria D alla serie A, cresce il numero delle società di calcio che cercano di limitare l'uso dei biglietti omaggio da parte dei rappresentanti del popolo, che siano nazionali o locali. Un'iniziativa giustificata dalla necessità di aumentare gli incassi, ma anche dalla voglia di ridurre quelle che molti ritengono aree di privilegio. L'iniziativa presa della Viterbese ha trovato già un paladino nell'ex ministro Giuseppe Fioroni, che a Viterbo è nato, anche se non tifoso, dice di approvarla in pieno: «È una scelta giustissima. Per un politico, come qualunque appassionato, non c'è modo migliore di dimostrare l'attaccamento alla propria squadra che pagare il biglietto per la partita». Il «Rocchi», impianto dove gioca la squadra laziale, sarà tra i primi dove politici e amministratori locali saranno costretti a pagare. È questo l'obiettivo della dirigenza del club di serie D, che ha deciso di abolire tutti gli abbonamenti e i biglietti omaggio varando la campagna abbonamenti della nuova stagione. La scelta della Viterbese non ha ancora provocato reazioni, come invece è successo a Pescara. Nella città abruzzese, dove l'entusiasmo è a mille per la serie A riconquistata, i biglietti per la partita d'esordio di domenica sono andati a ruba e già infuria la polemica fra la società e consiglieri comunali per l'ingresso gratuito. Il club sostiene che ora non è più possibile concedere 150 ingressi gratuiti come avvenuto fino all'anno scorso, mentre gli amministratori locali si appellano al regolamento comunale che garantisce loro l'accesso per vigilare sul corretto utilizzo dell'impianto.