Omicidio Pulerà, dipendente accusata di favoreggiamento
TORTONA C'è una donna dietro l'omicidio di Giuseppe Pulerà, il tortonese di 60 anni, gestore del night "Il Leopardo" vittima di una tentata rapina sfociata in una sparatoria il 13 maggio scorso. Pulerà è deceduto, in seguito a tre colpi di pistola dopo sei giorni di agonia mentre era ricoverato in ospedale. La donna è una colombiana di 29 anni, Elena Chavez Luz, esidente a Tortona, che lavorava per il proprietario del night club. Sarebbe stata lei secondo l'accusa a fornire ai quattro rapinatori, già arrestati dai Carabinieri, tutte le indicazioni necessarie per mettere a segno il colpo.poi finito i n tragedia con la morte del tortonese e l'arresto di 4 persone per concorso in omicidio: Jorge Jose' Ochoa Yunga, 24 anni, nato in Ecuador residente a Seveso in provincia di Milano, in via Montecatini 8, Ivan Selman, 31 anni, nato a Bollate, residente a Limbiate, in via Marconi 91, celibe, Salvatore Cavaliere, nato a Cassano allo Jonio, residente a Cogliate (Milano), in via IV Novembre 32, manovale, Pietro Conforti, 41 anni, nato a Cosenza, residente a Bovisio Masciago (Monza), in via Comasinella 8. Sarebbe stato quest'ultimo a sparare materialmente ma tutti sono accusati di concorso in omicidio e sono detenuti in attesa di giudizio. Adesso si scopre che sarebbe stato grazie alle informazioni della colombiana che i quattro hanno potuto agire La donna, infatti lavorava come intrattenitrice all'interno del night ed era perfettamente a conoscenza degli spostamenti del titolare, sapeva quando ritirava l'incasso e quali erano i giorni migliori per il lavoro nel locale. Sapeva il tragitto che percorreva per andarea a casa, e quando aveva sempre un portafoglio rigonfio di denaro. La donna é stata arrestata ieri dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Alessandria coadiuvati dai colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile del Comando Compagnia La colombiana, secondo quanto emerso era l'amante di uno dei quattro, ai quali ha fornito tutte le indicazioni utili. La Procura di Tortona, nell'ambito dell'indagine, è ancora in attesa di ricevere dai Ris di Parma le prove raccolte durante le analisi scientifiche fatte sull'auto sulla quale sono fuggiti i quattro arrestati. Da quanto emerge, Jorge Yunga Ochoa avrebbe confessato la rapina finita in omicidio, sia ai carabinieri di Tortona, sia al sostituto procuratore Bruno Rapetti. A sparare i colpi mortali sarebbe stato Pietro Conforti che era l'unica persona armata. La pistola, però, non è ancora stata recuperata. Secondo la versione di Jorge Yunga Ochoa, i colpi («Quattro o cinque, non ricordo bene», ha detto) sarebbero partiti perché Conforti si sarebbe impaurito dalla reazione di Pulerà.(a.b.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA