S. Maria, via ai controlli contro il caporalato

«Lancio un appello a chi ha bisogno di manodopera nei vigneti. Venite a Santa Maria, ma mettete questa gente in regola e garantitele una sistemazione per la notte, altrimenti non avrò nessuna remora a denunciare gli abusi». Ancora il sindaco Giampaolo Lacchini (nella foto). Sopralluoghi in campo ne farà a giorni anche Flai Cgil, con avvocati, medici e forse (il progetto aspetta l'ok) anche la Direzione provinciale del lavoro che è stata coinvolta nell'iniziativa. Si chiama "Campagna degli invisibili". Partita l'anno scorso in Puglia, quest'anno sarà estesa per la prima volta anche alle colline dell'Oltrepo. Il presupposto sono i dati ufficiali diramati dai sindacati: a livello nazionale il 30% dell'agricoltura si regge sul lavoro nero. Dai campi di pomodori in Puglia, le mele in Trentino, i vigneti della valle Versa. La situazione esplosa a Santa Maria riaccende prepotentemente i riflettori sulla crisi del lavoro e sullo sfruttamento della manodopera. di Simona Bombonato wSANTA MARIA DELLA VERSA Accampati per la vendemmia: prima stretta dei carabinieri per tutelare la sicurezza e contrastare il lavoro nero. Pattuglie di notte e di giorno a Santa Maria della Versa e nei paesi circostanti. Una cinquantina le persone fermate nelle ultime ore. Sono raccoglitori d'uva provenienti dalla Romania risultati regolari, in minima parte con piccoli precedenti. Controlli anche nei vigneti dove per il momento non è stata contestata nessuna gestione del lavoro oltre i limiti di legge. La guardia però resta alta. Si prevede un'ulteriore ondata nel fine settimana. Chi abita qui conferma di vederne sempre di nuovi, zaini in spalla, la mattina presto e la sera, in gruppi di venti. Nel frattempo il sindaco Giampaolo Lacchini, che ieri è stato in prefettura per fare il punto, sta elaborando una relazione che sia di supporto a definire i contorni dell'emergenza. Che va tenuta sotto controllo di ora in ora in tutta l'eccezionalità che caratterizza questa vendemmia 2012. Al posto delle poche decine di stagionali stranieri che Santa Maria era abituata ad accogliere in media ogni fine estate, l'acuirsi della crisi ha prodotto quest'anno l'arrivo in massa di circa 200 persone dell'Est Europa. Di queste si stima che solo 120 stiano lavorando per 8, 10 aziende. Non supererebbero le dita di una mano quelle che garantiscono loro anche l'ospitalità. Circa un'ottantina sperano nell'ingaggio della giornata presentandosi il mattino presto in centro, quando passano gli addetti inviati dai produttori incaricati di reclutare personale. Alla domanda "Ha ricevuto sollecitazione dalla prefettura?" il sindaco Lacchini non ha risposto. Limitandosi a sottolineare che «abbiamo bisogno dell'aiuto delle forze dell'ordine». Già questa mattina sarà in piazza per vedere con i propri occhi in quanti salgono sui pullmini che li portano ai vigneti e in quanti invece restano a terra. Perchè oltre al rischio che tante storie di povertà insieme alimentino situazioni di caporalato e lavoro nero, va messo in conto il fatto che 200 persone stiano bivaccando a oltranza disponendo di budget minimi che a meno di opportunità nei campi sembrano destinati ad azzerarsi. «I raccoglitori sono troppi quest'anno in rapporto alle potenzialità della vendemmia», spiegano esperti e gente del posto. E così gli accampati dormono sulle panchine, nel greto del Versa prosciugato dalla siccità, in direzione Montecalvo, sotto il ponte del torrente. Oppure ai giardini, in piazza Foro Boario e Carabinieri di Italia. «Non abbiamo strumenti – ha ripetuto il sindaco – Non ci sono i soldi per allestire punti di accoglienza. Cosa faccio? Firmo un'ordinanza perchè ci sono venti persone peraltro comunitarie sedute su un muretto?».