«Sorpresa d'agosto, non c'è stata tempesta»
di Andrea Di Stefano wMILANO «Il fatto che questo agosto sia straordinario, non è frutto di una casualità perché rispetto al 2009 e al 2010, dove eravamo in una situazione di totale incapacità da parte delle élite europee di gestire la crisi, ora siamo di fronte ad una prospettiva di rafforzamento delle istituzioni europee». Fabio Sdogati, docente di economia politica al Politecnico di Milano e autore del sito www.scenarieconomici.com, è come sempre molto schietto. Professor Sdogati vede ancora dei potenziali rischi ? «Premetto che i tempi non sono mai catartici: ci sono voluti sessant'anni da quando i confinati antifascisti di Ventotene hanno cominciato a teorizzare l'unione Europea per arrivare alla costituzione della Banca Centrale. Non credo che ci sia, e ci possa essere, alcun G20 risolutorio, ma stiamo assistendo ad un cambiamento rilevante della situazione europea» . Merito del cambio alla presidenza della Francia e del Governo Monti in Italia? «Possiamo sicuramente dire che dalla diarchia Merkel e Sarkozy, che la scorsa estate affermarono che non c'è euro senza la Grecia e non c'è Europa senza euro, ma non furono creduti dai mercati, siamo passati ad una gestione molto più collegiale dove ciascun partner europeo deve fare i conti con quello vicino sapendo che le sorti di tutti sono estremamente correlate. Da questo punto di vista Monti, che in Italia sta facendo politiche economiche disastrose, sul piano internazionale ha un ruolo molto importante e positivo» . Ma noi ce la faremo da soli o dovremo chiedere l'attivazione dello scudo? «Non condivido in alcun modo né il machismo economico dell'espressione del ministro Grilli né la visione di Alesina che rappresenta l'estrema destra dello schieramento teorico, di cui sicuramente Monti è il principale esponente, che si affida totalmente alle valutazioni dei mercati finanziari. Io guarderei con attenzione al discorso di Bernanke il 31 agosto e all'intervento di Draghi il primo settembre all'incontro di Jackson Hole». Ma Draghi non incontrerà resistenze a Berlino? «Nelle ultime due settimane si è manifestato un forte sentimento a favore dell'Europa: non c'è una sola Germania, dove prevale una posizione antieuropea, c'è anche un forte schieramento politico ed economico pro euro che farà sentire il suo peso». ©RIPRODUZIONE RISERVATA