Dagli anni del bunga bunga al voto di castità

ROMA Niente sesso siamo politici...Nel giorno in cui Nicole Minetti, divenuta consigliera Pdl in Lombardia sulla scia degli eleganti bunga bunga di Berlusoni smentisce e minaccia querele per la notizia di un suo film porno girato da Riccardo Schicchi, suscita stupore l'annuncio del voto di castità del candidato del Pd alla guida della Sicilia. «Se dovessi diventare presidente della Regione dirò addio al sesso e mi considererò sposato con le siciliane e i siciliani: guidare la cosa pubblica è come entrare in convento e non ho neanche più l'età per certe scorribande», annuncia Rosario Crocetta, candidato del Pd e dell'Udc. «Certamente non farò la fine di Berlusconi che si è consumato sia per la sua incapacità politica che per le donne» aggiunge Crocetta ricordando come rispondeva a chi, quando era primo cittadino di Gela, lo interrogava per sapere se avesse un compagno: «Niente sesso siamo sindaci», E già perchè Crocetta è gay. «La mia battuta vuole mettere fine a un interminabile violazione della mia vita privata ai limiti del voyerismo», spiega infatti su twitter innestando la retromarcia. In Italia del resto più di un politico ha reso noto di aver fatto voto di castità. E' il caso di Rosy Bindi ma anche di Roberto Formigoni. Per non citare la mortificazione corporale che l'ex democrat, ora Udc, Paola Binetti ha confessato di infliggersi portando il cilicio.Un paradosso nel Paese dove si è appena consumata la parabola berlusconiana che ha riportato in auge il modello dell'uomo macho di mussoliniana memoria. E poco conta se le ragazze siano state tanto disponibili per quattrini o per amore. Gli scandali sessuali dei politici non li ha inventati il Cavaliere. Si fa ma non si dice è stato il motto che ha accompagnato la lunghissima stagione democristiana, rotta in pubblico, negli anni ottanta della Milano da bere, da alcuni socialisti. Come scordare il codazzo di belle donne che accompagnava le scorribande discotecare del ministro Gianni De Michelis? Certo nulla di paragonabile con le tefonate intercettate della Minetti, ora fidanzata di Corona, che definiva il premier «culo flaccido». E ora? Con il governo Monti il sesso è tornato dove è stato con la Dc. «Niente sesso siamo tecnici», si potrebbe dire del governo dei professori.(m.b.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA