Da Tirana all'imbarcadero Varesi
PAVI Aldo Hoxha ha 25 anni, è nato a Tirana, in Albania, e fino a qualche mese fa faceva il muratore. Da aprile gestisce, aiutato dal cognato Claudio Cellé, la Nautica Ponte Nuovo, proprio davanti ai sabbioni a poche decine di metri dal ponte della Libertà, l'ex imbarcadero Varesi. «Bisognava recuperarlo _ spiega Claudio Cellé, pavese doc e da sempre appassionato di fiume , gestisce una ditta di pulizie _. Gustavo Varesi, il proprietario, mi aveva chiesto di provare a rimetterlo in piedi. Mio cognato faceva il muratore, ma con la crisi il settore andava male, così abbiamo deciso di farlo insieme». Cellè ci ha messo la teoria, Hoxha la pratica. E l'imbarcadero è rinato: «Possiamo ospitare fino a 130 barche _ spiega il giovane _ e quest'anno ne abbiamo già circa cento». Sono di pavesi e milanesi che vanno a pescare, prendono il sole. «All'inizio erano tutti molto scettici _ aggiunge Cellé _ Invece in pochi mesi Aldo ha potuto affiancarmi». Cosa serve per gestire un imbarcadero? «Voglia di fare, amare il contatto con la gente, imparare a conoscere il fiume e mettersi a disposizione per dare tutti quei servizi che possono essere utili _ spiega Hoxha _ Ad esempio, aiutare a coprire e scoprire le barche, a "cuatà" in dialetto pavese, perché dopo una giornata sul fiume tanti non hanno voglia di farlo" e al cliente fa piacere». Il turismo fluviale? «E' una cosa che vogliamo sviluppare _ spiega Hoxha, che nella gestione amministrativa è aiutato dalla sorella Alba _ in particolare stiamo cercando di attrezzarci con delle imbarcazioni adatte alle secche cui si va incontro nel fiume». Quest'anno è dura, dicono dall'imbarcadero: impossibile o quasi, ad esempio, arrivare dal ponte Coperto al ponte di barche di Bereguardo. «Troppe secche _ spiega Cellé _ si arriva tranquilli fino al Canarazzo, ma non oltre. In 33 anni di navigazione ricorderò quest'anno perché per la prima volta ho stortato un'elica». Le gite sul Ticino sono poco richieste, ma Hoxha, volendo, fa anche da barcaiolo. In tanti chiedono invece di noleggiare canoe o barche.Dall'Imbarcadero, seduti ai tavoli davanti alla roulotte gialla, si vede il Vul. Ma in mezzo c'è un enorme isolotto di sabbia: «Non possiamo toglierla – diche Alba Hoxha – Il Comune dice che potrebbero usarla per riempire le rive in prossimità degli scarichi e per la pista ciclabile: speriamo». su Twitter @anna_ghezzi