Radioterapia, si aspetta l'ok dei pompieri
di Anna Ghezzi wPAVIA Radioterapia, si avvicina l'ok dei vigili del fuoco per il collaudo del nuovo acceleratore per la terapia oncologica. Arrivato alla fine dell'anno scorso, il macchinario costato 1,8 milioni di euro non è ancora stato messo in funzione: occorrevano lavori di messa in sicurezza della struttura che lo ospiterà. «Il nuovo acceleratore _ spiega il direttore sanitario Pasquale Pellino che si è occupato personalmente di portare avanti la pratica presso i vigili del fuoco _ andrà a sostituire quello più datato. Avevamo presentato la pratica ai pompieri, loro avevano chiesto alcune specifiche, modifiche alla struttura e isolamento antincendio. Poi dovremo ottenere l'autorizzazione dall'Asl per la messa in funzione, ma abbiamo avuto rassicurazioni, si cercherà di fare il prima possibile». In modo che il macchinario possa entrare in funzione entro l'anno, si spera. L'anno scorso l'associazione italiana di radioterapia oncologica aveva lanciato l'allarme: al San Matteo c'erano gli acceleratori più vecchi della Regione. Il più recente dei due in dotazione al reparto e tutt'ora in funzione ha 11 anni, il più datato ne ha 13, è stato acquistato nel 1999. I guasti provocano ritardi nelle terapie, che vengono ritardate di qualche giorno. In realtà non si tratta, spesso, di veri e propri guasti, quanto di sovraccarichi, una sorta di auto limitazione nella somministrazione dei raggi per cui le macchine devono essere fermate per un periodo di tempo per riprendere appieno la funzionalità. L'acceleratore lineare di ultima generazione che attende di essere utilizzato era stato acquistato con fondi regionali, ma visto l'importo era stata necessaria una gara europea per l'assegnazione della fornitura. Il bacino della radioterapia oncologica del San Matteo, diretta dal dottor Franco Corbella è grande. «Siamo un punto di riferimento – afferma Pellino – certo è che con un'attrezzatura più moderna probabilmente riusciremo a fare qualche procedura in più e smaltire le liste d'attesa». La radio terapia, infatti, si fa ad applicazioni giornaliere di pochi minuti per i pazienti oncologici. Il reparto riesce a fornire oltre 20mila prestazioni di terapia radiante e poco meno di 5mila visite e procedure collegate, la speranza è che con il nuovo macchinario si riescano a curare più pazienti: l'anno scorso erano arrivati 756 nuovi pazienti, cui vanno aggiunti altri 50 che hanno avuto bisogno di una seconda irradiazione a causa di metastasi, secondo tumore, recidive. In ambulatorio invece erano state effettuate 4497 visite e procedure collegate, 22967 prestazioni di terapia radiante. su Twitter @anna_ghezzi