Stangata d'autunno per le famiglie
di Fiammetta Cupellaro wROMA Rientro amaro dalle ferie per le famiglie italiane. Ad attenderle, una stangata calcolata da Federconsumatori e Adusbef sui 2.300 euro. A settembre è in arrivo una raffica di rincari di prezzi e tariffe. Gli aumenti colpiranno le voci che rientrano nel tradizionale bilancio familiare: dalle tariffe di gas (+11%), elettricità (+21%), acqua (+5%) e rifiuti (+9%) fino ai libri scolastici (+4%) e alla spesa alimentare (+7%). Ed in cima a questo elenco ci sono l'Imu, la tassa sulla casa che pesa in media oltre 400 euro a famiglia e l'abnorme aumento dei listini del carburante che hanno portato la benzina sull'orlo del prossimo record: quello dei 2 euro al litro. Secondo il Codacons, rispetto ad agosto 2011, un pieno di carburante costa 18,6 euro in più. Gli effetti della stangata, secondo le associazioni dei consumatori, saranno disastrosi per le tasche degli italiani. Si parla di un tasso di inflazione reale del 5.5-6 per cento, ben superiore a quello misurato dall'Istat. «Aumenti insostenibili che determineranno pesantissime ricadute sulle condizioni di vita non solo delle famiglie, ma dell'intera economia che dovrà continuare a fare i conti con una profonda e prolungata crisi dei consumi». La denuncia è di Rosario Trefiletti e Elio Lannutti, rispettivamente presidente di Federconsumatori e Adusbef che hanno deciso di lanciare un appello al governo per attuare «una politica che rilanci l'economia». In percentuale, l'aumento più consistente è quello che toccherà le tariffe del trasporto pubblico locale. Le associazioni parlano di rincari fino al 30 per cento, che tradotti in euro, significano una spesa annuale di 48 euro in più rispetto al 2011. Così anche la bolletta della luce che crescerà di 110 euro, mentre quella del gas di 11 euro e quella dei rifiuti di 63 euro. Ma a colpire l'attenzione è l'aumento generalizzato, previsto al rientro dalle vacanze, dei generi alimentari. Beni strettamente legati alle quotazioni dei carburanti. Per i generi alimentari sono previsti sbalzi calcolati in media del 5-7 per cento in più con punte che produrranno rincari del 10 per cento. Come dire che per la spesa di tutti i giorni, sborseremo 392 euro in più. Dati alla mano, le associazioni dei consumatori hanno deciso di presentare al governo una «lista» di priorità, quelle che a loro giudizio dovrebbero ispirare il lavoro dell'esecutivo nei prossimi mesi. «E' ora di puntare al rilancio e sulla ripresa della domanda con liberalizzazioni ed investimenti in innovazione e sviluppo tecnologico» spiegano Trefiletti e Lannutti che lanciano un'accusa precisa per l'aumento dei prezzi dei carburanti. «Più che una stangata – dicono – si tratta di una deleteria decisione di politica economica» e chiedono «uno stop agli aumenti della tassazione, il controllo delle speculazioni e la modernizzazione delle filiera petrolifera». Unanime il coro di allarme per il rialzo dei prezzi che sta colpendo i bisogni primari delle famiglie, quelle voci che incidono per il 48% del bilancio domestico. Il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, è chiaro: «Dai dati appare evidente che per rilanciare i consumi occorre allentare la corsa di tariffe e tasse, locali e nazionali». Altrimenti non ci sarà via d'uscita dalla recessione. Accorato l'appello di Carlo Rienzi del Codacons : «Le famiglie italiane reagiranno con una forte riduzione dei consumi che, di questo passo, proseguirà fino a fine anno costringendo i consumatori ad un Natale gelido sul fronte degli acquisti». I prossimi mesi saranno dunque decisivi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA